
La fertilità ottimale finisce a 30 anni
Si rafforza in Italia la richiesta di fecondazione eterologa, più che raddoppiata negli ultimi 10 anni, "passando da 636 cicli totali (per milioni di abitanti) di procreazione medicalmente assistita a 1175 (per milioni di abitanti)". Il dato è emerso nel corso del primo congresso nazionale sulla procreazione medicalmente assistita di Firenze. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità, le coppie che hanno avviato una procedura di inseminazione intrauterina utilizzando seme di donatore hanno ottenuto una gravidanza nel 20 % dei casi.
"Si pensa che la possibilità di avere una gravidanza inizi a diminuire quando la donna arriva a 40 anni, ma si dovrebbe invece pensare che la fertilità ottimale della donna termina intorno ai 30 anni" aggiunge Mario Mignini Renzini. "La possibilità di avere un bambino sano fino a 30 anni, per ogni ciclo di fecondazione assistita eseguito, è attorno al 35-40% - ha spiegato Mignini Renzini -, a 38 anni è circa del 20%, a 40 anni è al 10%, a 42 5%. Sino ad arrivare all'1-2% a 45 anni". "Per chi si occupa di statistica - ha proseguito Mignini Renzini - la gravidanza potrebbe essere semplicemente un test di gravidanza positivo, ma per la coppia la gravidanza è un bambino sano in braccio. Tra queste due idee di gravidanza c'è un abisso, perché all'aumentare dell'età della donna aumenta il rischio di aborto spontaneo ed anche il rischio che il prodotto del concepimento presenti gravi anomalie cromosomiche".
In Italia meno della metà delle coppie che ne avrebbe bisogno entra nei percorsi di Pma. Pesano attese nel pubblico, costi nel privato e accesso sempre più tardivo.
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