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Raddoppia in Italia la richiesta di eterologa

Ginecologia Redazione DottNet | 25/02/2018 13:18

La fertilità ottimale finisce a 30 anni

Si rafforza in Italia la richiesta di fecondazione eterologa, più che raddoppiata negli ultimi 10 anni, "passando da 636 cicli totali (per milioni di abitanti) di procreazione medicalmente assistita a 1175 (per milioni di abitanti)". Il dato è emerso nel corso del primo congresso nazionale sulla procreazione medicalmente assistita di Firenze.    Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istituto superiore di sanità, le coppie che hanno avviato una procedura di inseminazione intrauterina utilizzando seme di donatore hanno ottenuto una gravidanza nel 20 % dei casi.

Secondo quanto spiegato dagli esperti nel corso del congresso, in Italia "quasi tutti i centri che effettuano l'eterologa acquistano all'estero gli ovociti crioconservati, che occorre poi scongelare".   "Questo è un serio problema - ha affermato Mario Mignini Renzini, responsabile dell'unità operativa di ginecologia dell'ospedale istituti clinici di Monza -, perché questi ovociti sono meno efficienti di quelli freschi. In Italia solo pochi centri utilizzano ovociti freschi per programma di ovodonazione".

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"Si pensa che la possibilità di avere una gravidanza inizi a diminuire quando la donna arriva a 40 anni, ma si dovrebbe invece pensare che la fertilità ottimale della donna termina intorno ai 30 anni" aggiunge Mario Mignini Renzini.  "La possibilità di avere un bambino sano fino a 30 anni, per ogni ciclo di fecondazione assistita eseguito, è attorno al 35-40% - ha spiegato Mignini Renzini -, a 38 anni è circa del 20%, a 40 anni è al 10%, a 42 5%. Sino ad arrivare all'1-2% a 45 anni".    "Per chi si occupa di statistica - ha proseguito Mignini Renzini - la gravidanza potrebbe essere semplicemente un test di gravidanza positivo, ma per la coppia la gravidanza è un bambino sano in braccio. Tra queste due idee di gravidanza c'è un abisso, perché all'aumentare dell'età della donna aumenta il rischio di aborto spontaneo ed anche il rischio che il prodotto del concepimento presenti gravi anomalie cromosomiche".

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