
Lo si deve ai recenti studi condotti su nuove molecole che consentono di mettere a punto terapie sempre più adattate al singolo paziente
Nuove frontiere nella cura della cardiopatia ischemica, grazie a recenti studi condotti su nuove molecole che consentono di mettere a punto terapie sempre più adattate al singolo paziente. Lo ha spiegato Francesco Prati, presidente del Centro per la lotta contro l'infarto, intervenendo al congresso di Firenze 'Conoscere e curare il cuore'. "Nella cardiopatia ischemica - ha detto Prati - l'ipercolesterolemia e l'aterosclerosi sono elementi determinanti la patologia e la relativa cura. Fino ad oggi, l'assenza di farmaci in grado di agire selettivamente sulla colesterolemia oppure sull'infiammazione ostacolava tuttavia la messa a punto di soluzioni terapeutiche personalizzate".
Negli ultimi due anni tuttavia, "la messa a punto di nuove terapie ha permesso di chiarire alcuni concetti, rendendo possibili scenari terapeutici di medicina personalizzata. I recenti trial sull'impiego di nuove molecole anticorpali aprono a nuove prospettive e dimostrano che è possibile scorporare la componente infiammatoria dai valori della colesterolemia e differenziare, in questo modo, il trattamento". "Questo - ha concluso Prati - è un'enorme beneficio per i pazienti che vedranno prescriversi trattamenti sempre più ad hoc".
fonte: ansa
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