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Cumulo pensioni, raggiunta l'intesa tra Inps e Enpam

Le prime liquidazioni entro Pasqua e pagamenti entro il 20 aprile
Previdenza

Accordo fatto sul cumulo pensionistico con le prime liquidazioni previste entro Pasqua e pagamenti dal 20 aprile. Sciolto, dunque, il 'nodo' delle pensioni in regime di cumulo gratuito dei contributi: è stata, infatti, raggiunta l'intesa (con la firma di una convenzione condivisa) fra l'Inps e l'Adepp, l'Associazione delle Casse previdenziali dei professionisti, per far partire il pagamento degli assegni. E, una volta stabilito che il 'casus belli' dell'attribuzione dei costi di gestione delle domande verrà affrontato in separata sede, l'Istituto pubblico ha fatto sapere che, siglato il documento già da due Enti (l'Enpam, medici e dentisti e Inarcassa, ingegneri e architetti), "le prime liquidazioni sono previste entro Pasqua", mentre i relativi pagamenti verranno effettuati "a partire dal 20 aprile".

La platea di soggetti che hanno alle spalle carriere discontinue e potrebbero essere potenzialmente interessati dalla chance di riunire senza oneri i contributi versati in differenti gestioni previdenziali (consentita ai professionisti grazie ad una norma della Legge di Bilancio per il 2017) è di "circa 700.000" lavoratori, aveva spiegato nei giorni scorsi il presidente dell'Inps Tito Boeri. Alle Casse, finora, sono arrivate poche centinaia di richieste di andare in pensione usando la 'leva' del cumulo, ma è presumibile che, sbloccato oggi lo 'stallo' durato oltre un anno (la norma è in vigore, sulla carta, dal primo gennaio del 2017), le domande possano aumentare. Per l'Adepp, è "una scelta saggia", dice il presidente Alberto Oliveti, "procedere immediatamente al pagamento delle pensioni", perché "prima si soddisfano le legittime esigenze degli aventi diritto e poi, valutando insieme l'andamento delle pratiche, si determina cosa spetta, e a chi, nel rispetto delle leggi vigenti, relativamente agli oneri di gestione", conclude.

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Le regole
Nel documento diffuso lo scorso anno la Fondazione ha illustrato che per la pensione anticipata in cumulo valgono i requisiti della legge Fornero, per cui gli uomini possono chiedere il pensionamento con 42 anni e 10 mesi di contribuzione, che diventano 41 anni e 10 mesi per le donne. In entrambi occorre però rispettare i requisiti previsti dall'ordinamento Enpam e cioè avere 30 anni di anzianità dalla laurea e cessare l'attività professionale in regime di convenzione.

Per la pensione di vecchiaia invece i requisiti di uscita sono quelli validi per le singole gestioni: la parte di pensione Inps si matura al raggiungimento dei requisiti pubblici di contribuzione e di età pari a 66 anni e 7 mesi (nel 2018) e la parte Enpam con i requisiti della Fondazione cioè a 68 anni. Fermo restando un requisito contributivo minimo di 20 anni complessivamente maturati. L'assicurato riceverà quindi solo la quota dell'Inps e poi dovrà attendere l'età anagrafica di 68 anni per ricevere lo spezzone maturato nell'Enpam previa cessazione dell'attività lavorativa. Con riferimento agli iscritti successivamente al 31.12.1995 è necessario anche rispettare un importo dell'assegno non inferiore a 1,5 volte l'assegno sociale, cioè circa 675 euro lordi al mese.

Naturalmente il cumulo per la pensione di vecchiaia può non essere necessario ove l'assicurato abbia già maturato il requisito contributivo di 20 anni nell'Inps. In tal caso l'assicurato può fare due domande autonome e distinte: all'Inps all'età di 66 anni e 7 mesi e poi successivamente all'Enpam a 68 anni a condizione di aver maturato nella gestione almeno 5 anni di contributi. Ottenendo due prestazioni pensionistiche. La strada del doppio binario andrà scelta soprattutto per quei medici che intendono continuare l'attività lavorativa dato che l’Enpam consente di continuare a lavorare in convezione fino a 70 anni.

Previdenza
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