Si chiama 'aliskiren' e agisce bloccando la renina, un enzima che regola l'aumento della pressione. La molecola quindi si differenzia dagli antipertensivi utilizzati finora, capaci solo di ridurne gli effetti. L'innovazione, spiegano i ricercatori, oltre che nel meccanismo di azione è nella lunga durata dell'effetto, fattore utile negli individui in cura per lungo tempo che a volte possono dimenticarsi di prendere il farmaco. ''Gli studi su questa molecola - ha detto Massimo Volpe, direttore di cardiologia all'Università Sapienza di Roma - hanno evidenziato maggiori benefici anche in pazienti già in cura con altri antipertensivi, tuttavia aliskiren può essere usato anche da solo''.
Presentati da Johnson & Johnson in occasione della Digestive Disease Week di Washington i risultati dei tre studi registrativi sul trattamento di colite ulcerosa e malattia di Crohn
Via libera da Aifa, riduce i sintomi intestinali senza l'uso di steroidi
Lo studio sperimentale di fase III è stata la più ampia sperimentazione sulla fibrosi polmonare idiopatica (IPF) ad oggi mai condotta, in corso presso circa 400 centri e in oltre 30 Paesi
Lo rivela la prima analisi globale sull'argomento pubblicata sulla rivista The Lancet e condotta dal Global Research on Antimicrobial Resistance (Gram) Project
Il sottosegretario alla Salute indica la tabella di marcia della riforma. Al centro accesso ai farmaci e riduzione della dipendenza da Cina e India per i principi attivi
Segnalati numerosi casi di assunzione eccessiva tra i giovani. L’agenzia invita a non sottovalutare un farmaco di uso comune, evidenziando le possibili conseguenze gravi sul fegato e la necessità di un’adeguata educazione all’uso dei medicinali
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