|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Vaccinare la mamma contro la pertosse riduce del 75% ricoveri neonati

Esaminati i dati clinici relativi a 650mila gravidanze negli Usa
Infettivologia

 Vaccinare la mamma contro la pertosse riduce del 75% le probabilità che il figlio venga ricoverato, nei primi mesi di vita a causa di questa malattia. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Preventive Medicine mostra l'efficacia di effettuare questo vaccino in gravidanza per passare l'immunità dalla madre al feto. In questo modo infatti il bambino viene protetto durante i primi sei mesi di vita, prima cioè che possa completare il ciclo vaccinale. La pertosse è una infezione respiratoria particolarmente pericolosa per i più piccoli perché può causare ospedalizzazione o morte. Il vaccino è in Italia tra quelli obbligatori e gli esperti già da alcuni anni raccomandano alle donne di vaccinarsi durante la gravidanza al fine di passare l'immunità al feto.   Tale raccomandazione si basava finora su dati immunologici che dimostrano che gli anticorpi antipertosse della madre vengono trasferiti al feto attraverso la placenta, ma non su veri esiti clinici, come i casi di pertosse.

Lo studio condotto presso la UNC Gillings School of Global Public Health, nel North Carolina, ha invece esaminato dati clinici di oltre 675.000 gravidanze negli Stati Uniti dal 2010-2014. I ricercatori hanno anche esaminato le ospedalizzazioni e le visite ambulatoriali per pertosse nei neonati fino ai 18 mesi di età. Ne è emerso che, nei primi sei mesi di vita dei bimbi le cui madri erano state immunizzate durante la gravidanza, c'era una riduzione del 75% dei ricoveri a causa di pertosse e una riduzione del 46% dei casi di pertosse. Inoltre, lo studio conferma che effettuarlo durante il terzo trimestre di gestazione, ma almeno due settimane prima del parto, è meglio per ottimizzare i benefici del vaccino. Mentre nessun beneficio sui bimbi è stato osservato quando le madri lo hanno ricevuto prima della gravidanza. Questi risultati rafforzano ulteriormente il "timing ottimale" attualmente raccomandato, compreso tra 27 e 36 settimane di gestazione.

pubblicità

fonte: American Journal of Preventive Medicine

Infettivologia
Commenti

I Correlati

Difterite, cos'è e come si trasmette: dai sintomi alla vaccinazione
Infettivologia
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Morbillo, ECDC: Italia prima in Europa con 653 casi in un anno
Vaccini
Morbillo, ECDC: Italia prima in Europa con 653 casi in un anno
Nel rapporto sui contagi tra settembre 2025 e agosto 2026, il nostro Paese registra il 28% dei casi UE/SEE. Solo l'84% ha ricevuto la seconda dose di vaccino.
Antimicrobico-resistenza, medici e farmacisti in rete: focus sulle infezioni urinarie
Infettivologia
Antimicrobico-resistenza, medici e farmacisti in rete: focus sulle infezioni urinarie
In Italia restano elevate le resistenze di alcuni batteri agli antibiotici, con rischi rilevanti per pazienti fragili, anziani e ospiti delle RSA. La HTIDE Conference di Genova punta su diagnosi tempestive, prescrizioni appropriate e collaborazione t
Chikungunya, il caso Goggia accende i riflettori sul virus che può lasciare conseguenze per mesi
Infettivologia
Chikungunya, il caso Goggia accende i riflettori sul virus che può lasciare conseguenze per mesi
La campionessa azzurra ha dovuto interrompere il ritiro in Argentina dopo l'infezione. Gli specialisti della SIMVIM: «disponibile la vaccinazione per chi viaggia nelle aree a rischio e nessuna protezione garantita dall'età o dalla forma fisica»
Meningococco B, quasi 1,8 milioni tra bambini e ragazzi non sono adeguatamente protetti
Pazienti
Meningococco B, quasi 1,8 milioni tra bambini e ragazzi non sono adeguatamente protetti
Dalla prima infanzia all’adolescenza restano ampie aree di scopertura vaccinale. I pediatri invitano le famiglie a verificare il calendario delle vaccinazioni e recuperare le dosi mancanti

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.