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I nuovi farmaci anti-coagulanti sono legati a minor rischio

Farmaci Redazione DottNet | 06/07/2018 12:34

Emerge da uno studio pubblicato sul British Medical Journal realizzato dai ricercatori dell'Università di Nottingham

Usare i nuovi anticoagulanti orali diretti per trattare coaguli di sangue fanno ridurre il rischio di sanguinamento rispetto a uno dei più noti principi attivi anticoagulanti, la warfarina. E' quanto emerge da uno studio pubblicato sul British Medical Journal realizzato dai ricercatori dell'Università di Nottingham. La warfarina è il trattamento principale per coaguli di sangue potenzialmente fatali, la tromboembolia venosa. Gli anticoagulanti orali diretti(come il dabigatran, il rivaroxaban e l'apixaban) vengono sempre più utilizzati come alternativa alla warfarina perché i pazienti non hanno bisogno di test regolari per verificare la giusta quantità di farmaco nel flusso sanguigno.

I ricercatori hanno scoperto che l'apixaban rispetto alla warfarina era associato a un minor rischio di sanguinamento maggiore (in particolare per le emorragie cerebrali e gastriche), nei pazienti con e senza fibrillazione atriale.  Rivaroxaban e apixaban a basso dosaggio sono stati però associati a un aumento del rischio di morte per qualsiasi causa in tutti i pazienti rispetto al warfarin. Tuttavia, gli studiosi dicono che "il rischio di sanguinamento maggiore è inferiore negli utilizzatori di apixaban, indipendentemente dal motivo per cui è prescritto, e sembra che l'apixaban sia il farmaco più sicuro". 

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fonte: British Medical Journal

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