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Violenza contro i medici: emerge la rassegnazione

In aumento i casi di attacchi verbali e fisici
Professione

Sono passati cinque anni da quel settembre del 2013 in cui la psichiatra barese Paola Labriola venne uccisa da un suo paziente. Un episodio che ha squarciato il velo di un fenomeno sempre più in crescita, ovvero le aggressioni ai medici: uno su due, nell'ultimo anno, è stato aggredito a parole, mentre il 4% è stato vittima di violenza fisica, come affermano i professionisti. E' dedicata a loro la Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari che si è svolta  a Bari e indetta dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo).   Per cercare di mettere a fuoco i numeri del fenomeno la Fnomceo ha predisposto un questionario online, a cui hanno risposto sinora più di 5000 professionisti sanitari da tutte le Regioni. Dai dati preliminari emerge che più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l'aggressione potesse essere prevista, anche se il 78% degli intervistati non sa se esistano procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza. In particolare, "uno dei dati più allarmanti - spiega il presidente Fnomceo, Filippo Anelli - è la rassegnazione che emerge: il 48% di chi ha subito un'aggressione verbale ritiene l'evento 'abituale', il 12% 'inevitabile', quasi come se facesse parte della routine. Le percentuali cambiano di poco in chi ha subito violenza fisica".

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"Sono soprattutto le problematiche organizzative e le inefficienze delle Aziende Sanitarie a ricadere sugli operatori", sottolinea Andrea Filippi, segretario nazionale Fp Cgil Medici. "Spesso - spiega - si viene aggrediti perché l'ambulanza tarda ad arrivare, per le liste d'attesa, per le carenze di personale, per il sovraffollamento dei Pronto Soccorso". Questa vera e propria emergenza è esplosa negli ultimi mesi al punto da stimolare l'intervento della politica. "Il mio primo atto normativo è stato un ddl per contrastare questo fenomeno", ricorda il ministro Giulia Grillo in un messaggio video indirizzato agli organizzatori della Giornata. Approvato dal Consiglio dei Ministri l'8 agosto scorso, ricorda il ministro, il Disegno di Legge iniziativa governativa "istituisce un Osservatorio nazionale che monitorerà il fenomeno e prevede un'aggravante per reati di questo tipo. Ho voluto che fosse un ddl per consentire a tutte le forze politiche di dare in merito il loro contributo". Paola, conclude Anelli ricordando la collega, "aveva più volte denunciato di non svolgere la sua professione in condizioni di sicurezza. La sua morte ci insegna che non bastano più le parole: è il momento delle decisioni e delle azioni"

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