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No ai medici pubblici ufficiali, ma arriva il Daspo dagli ospedali

Grillo: il lavoro sanitario diventerebbe una "funzione esorbitante", un esercizio ancora più gravoso
Professione

La stretta contro le aggressioni agli operatori sanitari arriva da più fronti. Il governo sta pensando di estendere alle strutture sanitarie il Daspo urbano, misura contenuta nel decreto legge in materia di sicurezza pubblica di prossima emanazione che prevede l'allontanamento e il divieto di accesso in determinate strutture. L'annuncio arriva direttamente dal ministro della Salute, Giulia Grillo, che ne ha parlato rispondendo ad un Question time alla Camera proprio su questo tema. Rispondendo all'interrogazione della deputata Michela Rostan di Liberi e Uguali, il ministro ha spiegato che, dopo il parere positivo della Conferenza Stato-Regioni, sta per arrivare in Parlamento il Ddl presentato in Cdm l'8 agosto.

Il Disegno di legge, centrato sulle esigenze di sicurezza, esclude l'ipotesi avanzata da più parti - dai sindacati dei medici alla Federazione degli Ordini - di conferire lo status di pubblico ufficiale anche ai camici bianchi. La misura, era stato spiegato, serviva a rendere il reato perseguibile d'ufficio e non solamente dietro denuncia. Il ministro Grillo, rispondendo a specifico quesito, ha spiegato che l'equiparazione dei medici ai pubblici ufficiali trasformerebbe il lavoro sanitario in una "funzione esorbitante", un esercizio ancora più gravoso.

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"Il personale medico e sanitario si sarebbe visto addossare anche un insieme di oneri ed incombenze, connessi alla funzione di pubblico ufficiale, non coerenti, o comunque esorbitanti rispetto al proprio ruolo", ha detto. E ha spiegato che per "accrescere la deterrenza si è pensato all'introduzione di una specifica circostanza aggravante a carico di chi commette un reato in danno degli esercenti le professioni sanitarie". Un modo insomma che potrebbe consentire al legislatore di stabilire che la magistratura procederà automaticamente rispetto a questo tipo di reati.

"Se così fosse, potrebbe andare bene", ha commentato il presidente della Federazione degli Ordini dei medici e odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli. Dal canto suo, la segretaria del Sindacato medici italiani (Smi) Pina Onotri ha commentato che "si stanno facendo degli importanti passi avanti". "L'obiettivo - ha aggiunto - è che la figura del medico deve essere tutelata e che le aziende sanitarie applichino la normativa vigente sulla sicurezza anche quando si tratta di medici convenzionati". Proprio oggi è arrivata l'accorata lettera al ministro Grillo di Serafina Strano, la dottoressa aggredita e violentata mentre svolgeva il turno di guardia medica a Trecastagni, in provincia di Catania, esattamente un anno fa.

"Di sostanziale nell'organizzazione del servizio di guardia medica sino ad oggi non è cambiato nulla, non sono stata risarcita per il danno subito, il mio aggressore è stato processato ed è in carcere, ma i corresponsabili delle violenze che ho subito sono più o meno al loro posto, sono in attesa che siano chiamati in causa dalla magistratura", scrive . "Rinnovo il mio appello, sempre più disperato, ministro Grillo, non mi deluda, abbia compassione".

Professione
Commenti
FC
Franco Di Ceglie
Ogni azione che politicizzi i medici sottoponendoli automaticamente al giudizio di giudici spesso incompetenti sul rapporto medico-paziente-azione umanitaria, denatura la missione ancora valida per un medico :il giuramento di Ippocrate( in seguito al precedente di Maimonade) La malasanità è tuttora solo POLITICA ( rare le eccezioni).
Rispondi
20/09/2018 11:08

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