Violenza medici, in due aziende su dieci non c'è alcun piano prevenzione

Professione | Redazione DottNet | 06/10/2018 15:43

Pronto soccorso, servizi psichiatrici e Sert sono i reparti più colpiti. Pronta una proposta di Fdi

I Pronto Soccorso, i servizi psichiatrici, i Sert, le guardie mediche e i servizi di getriatria. Sono questi i settori più colpiti da violenza sia verbale che fisica contro gli operatori sanitari e le figure più spesso coinvolte sono infermieri (658 segnalazioni in un anno per la violenza verbale, 283 per quella fisica) medici (132 per quella verbale, 41 per quella fisica) e operatori socio-sanitari. In oltre due strutture sanitarie e ospedaliere su 10 manca però ancora dopo dieci anni dall'emanazione della raccomandazione del Ministero della Salute n°8 del novembre 2007 "sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari", un programma di prevenzione specifico per le aggressioni, mentre più di 7 su dieci (76,6%) lo hanno elaborato e il 50% ha avviato accordi con Forze dell'ordine o altri soggetti (Polizia, Polizia Municipale o Provinciale, Prefettura

Lo rileva una survey somministrata da Federsanità Anci ad aziende sanitarie e ospedaliere,i cui risultati sono stati resi noti dalla presidente Tiziana Frittelli, e dal presidente della Fnomceo (la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), Filippo Anelli, al 75esimo Congresso nazionale della Fimmg e da cui emerge la volontà di adeguare le strutture a quanto raccomandato dieci anni fa. Sessanta le aziende sanitarie coinvolte: venticinque aziende sanitarie locali, ventiquattro ospedaliere, otto Irccs e tre strutture private accreditate. "L'obiettivo comune è monitorare lo stato di attuazione della normativa esistente in materia e della, eventuale, necessità di procedere ad un aggiornamento legislativo" ha detto Tiziana Frittelli, presidente di Federsanità Anci. "La sicurezza degli operatori è il primo presupposto della sicurezza delle cure- evidenzia il presidente Fnomceo Filippo Anelli- se una certa rischiosità è l'effetto collaterale della nostra attività, questo non esime nessuno di noi - medici, istituzioni, politici - da mettere in atto provvedimenti efficaci per gestire e abbattere il rischio"

Fdi presenta una proposta di legge contro le aggressioni agli operatori sanitari. "Come Fratelli D'Italia abbiamo sentito il dovere di prenderci cura di questa emergenza e lo abbiamo fatto con la presentazione di una proposta di legge che si articola in quattro punti. Primo: formare gli operatori sanitari per riconoscere il rischio, proteggersi e cercare di gestire le situazioni in cui ci sono minacce e violenza. Secondo: riconoscere lo stato di pubblico ufficiale unitamente ad un'aggravante del reato di coloro i quali commettono una violenza. Terzo: i presidi di polizia sono necessari e devono essere istituiti. Quarto: è necessario riconoscere un supporto psicologico, medico e legale, perché queste vittime non possono essere lasciate sole e devono essere accompagnate.

Abbiamo pensato che queste fossero delle misure utili per cercare di dare una risposta a questo problema", dice la deputata di Fratelli D'Italia Maria Teresa Bellucci ad "Hashtag24 - L'attualità condivisa", su Sky TG24, annunciando di aver presentato una proposta di legge, assieme al collega di partito Fabio Rampelli. "Crediamo che la proposta del ministro Grillo sia insufficiente", ha proseguito Bellucci. "Crediamo che si debba fare di più, che ci sia la necessità, a fronte di un fenomeno così dilagante, di intervenire in maniera massiva e imponente".

 

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