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Italia prima in Ue per produzione farmaci conto terzi

Il valore è di 1,9 miliardi. Studio Prometeia per Farmindustria, le aziende guardano al green
Aziende

L'Italia mantiene la sua leadership in Europa nella produzione in conto terzi del settore farmaceutico. La conferma arriva dallo studio Prometeia, giunto quest'anno alla sua terza edizione, realizzato per Farmindustria. L'Italia, con 1,9 miliardi di euro di valore della produzione (il 24% del totale Ue, pari a 7,9 miliardi di euro), supera la Germania e la Francia, ha aumentato la sua quota sul totale (era 22% nel 2010), conseguendo la crescita in valore più elevata tra tutti i Paesi dell'Ue. I risultati, secondo Prometeia, sono stati raggiunti soprattutto grazie all'export e allo sviluppo dei segmenti produttivi a maggiore complessità.

Dalla ricerca emerge un "comparto a cultura green con le imprese che si caratterizzano per un'attenzione all'ambiente molto elevata, con l'adozione di scelte anche in chiave di economia circolare, che assicurano al contempo sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e competitività". Il comparto ha rafforzato la sua leadership in Europa grazie agli investimenti che dal 2015 al 2017 sono passati dal 9% al 12% del fatturato, un'incidenza circa doppia rispetto alla media manifatturiera. Ed è alta anche la propensione a investire per la sostenibilità ambientale. Nelle imprese del conto terzi farmaceutico la quota degli investimenti "green" sul totale è infatti pari all'8%, il doppio della media dell'industria (4%).

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Inoltre metà degli investimenti è in tecnologie pulite (rispetto a una media manifatturiera del 32%), ovvero in attrezzature e impianti che abbattono o riducono alla fonte l'impatto dell'inquinamento. La quasi totalità delle imprese ha pianificato ulteriori investimenti in tecnologie a minor impatto ambientale nel prossimo futuro, in particolare nell'adattamento degli impianti esistenti, ma anche nell'acquisto di nuovi. Investimenti che danno risultati importanti per la sostenibilità ambientale. Investimenti e spese in protezione dell'ambiente hanno prodotto rilevanti effetti positivi in termini di efficienza della produzione e di sostenibilità ambientale. I dati mostrano infatti come tra il 2010 e il 2017 i consumi di energia e acqua siano, in rapporto alla produzione, in netto calo: -44% il consumo medio di acqua; -22% i consumi medi energetici.

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