
Studio della Fondazione Kessler è stato pubblicato sulla rivista Pnas
Il virus dell'influenza, in particolare un nuovo ceppo pandemico, può essere trasmesso a molte più persone, e in definitiva diffondersi molto più velocemente nella popolazione all'inizio dell'epidemia rispetto a quanto predetto dalla teoria tradizionale. Le cause di questa accelerazione sono da ricercarsi nella struttura dei contatti tra individui (con quante persone veniamo in contatto in un giorno, per quanto tempo, dove), o meglio nelle differenze sostanziali di queste strutture da individuo ad individuo. Lo dice uno studio di due ricercatori della Fondazione Bruno Kessler (Fbk) di Trento, Stefano Merler e Marco Ajelli, pubblicato dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas). Ad esempio, i bambini tendono ad avere molti contatti con altri bambini a scuola, dove passano gran parte del loro tempo. Viceversa, gli anziani impiegano il loro tempo prevalentemente con un gruppo ristretto di persone, tipicamente in ambiente famigliare.
Queste differenze fanno in modo che, ad inizio epidemia - dice lo studio - il virus possa diffondersi molto rapidamente in ambienti caratterizzati da un alto numero di contatti tra individui.
fonte: Proceedings of the National Academy of Sciences
Alleanza tra società scientifiche, professionisti e pazienti per rafforzare la prevenzione. Ma coperture sotto target e milioni di casi l’anno segnalano una criticità strutturale.
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
La stagione influenzale 2025-2026 si avvia alla conclusione con circa 12,6 milioni di casi. Resta il tema delle coperture vaccinali negli over 65, ben lontane dall’obiettivo minimo del 75% e dal target ottimale del 95%.
Dopo un iniziale rifiuto, l’agenzia Usa accetta di esaminare la richiesta, con iter differenziato per fasce d’età.
Le nuove linee guida 2026 puntano su trattamento precoce, test rapidi per identificare il germe e una gestione più attenta dei fluidi al fine di ridurre le complicanze
Un caso isolato, nessuna trasmissione, nessuna criticità. Eppure apertura di home page. Perché la comunicazione sanitaria continua a trasformare segnali irrilevanti in allarmi impliciti.
Commenti