Scienziati americani ed europei hanno identificato 6 nuovi geni 'complici' del diabete di tipo 2: una malattia che colpisce oltre 170 milioni di persone nel mondo, con dimensioni che le autorità sanitarie internazionali definiscono 'epidemiche'.
Con questa scoperta salgono dunque a 16 le porzioni di Dna coinvolte nell'insorgenza del diabete cosiddetto adulto, sottolinea Lurea Scott dell'università del Michigan. La ricerca - pubblicata su 'Nature Genetics'- è coordinata dall'ateneo statunitense insieme all'università di Oxford (Regno Unito) e al Broad Institute of Harvard and Mit di Cambridge, Boston (Usa).
Uno dei 6 nuovi geni alleati del diabete di tipo 2, individuati dal team, compare anche nella lista dei 'mattoni' di Dna responsabili del tumore alla prostata. Si tratta del gene JAZF1, che in una particolare variante - diversa da quella legata al diabete adulto - aumenta appunto il rischio di carcinoma prostatico. Si tratta del secondo gene associato sia al diabete di tipo 2 che al cancro alla prostata. Studi precedenti avevano infatti identificato il gene HNF1B, che nella stessa variante causa diabete adulto e tumore.
Il diabete non controllato può causare problemi seri. Scopri le principali complicanze del diabete non controllato: cosa sono, come riconoscerle e come prevenirle.
Torna l’evento dedicato al diabete tipo 1. Un’occasione per unire esperti e comunità e condividere aggiornamenti clinici e strumenti per gestire la malattia.
Si tratta di un nuovo farmaco per conservare la funzione beta internazionale: è la ricerca Fabulinus, e quello del pediatrico fiorentino è l'unico centro italiano attivo coinvolto
Soprattutto se rossa e lavorata, analisi su 2 milioni di persone
La fotografia degli annali AMD mostra un’assistenza più evoluta e diffusa, ma con criticità ancora aperte sul monitoraggio e sulla presa in carico
Tecnologia, evidenze e dialogo al centro del nuovo progetto promosso da MiniMed Medtronic con le società scientifiche
Arriva in Italia un sistema di monitoraggio continuo del glucosio che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per prevedere l’andamento glicemico e il rischio di ipoglicemia, anche nelle ore notturne. Un passo avanti nella gestione personalizz
Commenti