
"Anche se i giornali riportano tantissime notizie su questo argomento, racconta Sangiorgi, che collabora da anni con Capecchi, infondo noi esperti non ne sappiamo molto. Ad esempio non abbiamo un metodo per distinguere a priori fra una staminale e un'altra cellula che si trova nello stesso tessuto. Solo osservando il suo comportamento possiamo indovinarlo". In altre parole, quando un ricercatore ha davanti un tessuto, non è immediatamente possibile per lui identificare con certezza e dunque isolare una cellula staminale. In alcuni casi, proprio come quello del pancreas, fino a pochi anni fa si dubitava addirittura che queste speciali cellule fossero presenti nell'organo. "Insieme al professor Capecchi, prosegue Sangiorgi, già qualche tempo fa avevamo creato un metodo per 'marcare' le staminali in un tessuto: una sorta di piccola bandiera che ci potesse aiutare a etichettare efficacemente la cellula che cercavamo".




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