
Entro la fine del mese occorrerà inviare i dati per la tessera sanitaria. L'elenco delle categorie interessate
Sono trascorse quasi due settimane dall'obbligo della fatturazione elettronica e come previsto le polemiche non mancano. Sono scese in campo anche le associazioni consumatori per venire incontro alle esigenze degli utenti. Da questo provvedimento, come abbiamo già anticipato, sono esclusi medici e farmacisti, anche se parzialmente. Vediamo, dunque, i dettagli. Il dato più evidente è sull'esonero dei camici bianchi dall'invio del documento telematico per tutte quelle prestazioni che verranno poi inviate al Sistema Ts per il 730 precompilato.
Il discorso cambia, invece, per tutte le altre prestazioni che non rientrano nelle circostanze citate. Come tutti i professionisti, infatti, anche i medici saranno chiamati a utilizzare la fattura elettronica nel caso di una retribuzione legata a una sostituzione. O ancora in occasione della partecipazione a un corso di formazione e di qualsiasi attività professionale nei confronti della PA o di una società privata.
Inoltre, sottolinea l’Enpam sul suo sito, “anche se non fosse necessario emettere alcuna fattura elettronica, non si è esonerati dal ricevere le fatture elettroniche”. Si pone quindi la questione della conservazione delle fatture ricevute da altri. Infatti non è sufficiente conservarle nel proprio computer, ma serve rispettare alcune norme contenute nel Codice dell’amministrazione digitale. A tal fine ci sono due possibilità. La prima consiste nel servirsi di un sistema gestionale fornito da operatori certificati. In alternativa si può utilizzare il servizio gratuito dell’Agenzia delle entrate tramite l‘area riservata del portale Fatture e Corrispettivi.
Insomma, per quanto riguarda il medico di famiglia, per il 2019 non dovrà emettere fatture elettroniche per la sua libera professione a meno che non siano relative a collaborazioni con la Pubblica Amministrazione e suoi Enti (Ordine incluso) o con strutture sanitarie pubbliche o private committenti di prestazioni. Resta esonerato anche nei confronti delle Asl con le quali è convenzionato, in base alla risoluzione 98/E dell'Agenzia delle Entrate. Potrà, invece, ricevere fatture elettroniche dai fornitori (se non hanno optato per il regime forfettario).
Invio dati tessera sanitaria
A chiudere il mese è un altro importante appuntamento annuale: entro la scadenza del 31 gennaio 2019 è previsto l’invio dei dati al sistema TS e la comunicazione di opposizione all’inserimento nella dichiarazione dei redditi da parte dei contribuenti. Al fine della messa a punto del modello 730 precompilato e del modello Redditi gli operatori sanitari dovranno inviare i dati del sistema TS entro il 31 gennaio 2019.
Sono tenuti all’invio entro il 31 del mese di gennaio successivo a quello di riferimento i seguenti operatori sanitari:
I dati da trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria sono quelli relativi a ricevute di pagamento, scontrini fiscali ed eventuali rimborsi relativi alle spese sanitarie sostenute da ciascun assistito, come indicato dal DM 31/7/2015.
La scadenza del 31 gennaio 2019 è anche quella prevista per i contribuenti che intendono esercitare l’opposizione a rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie sostenute nell’anno d’imposta precedente e ai rimborsi effettuati nell’anno precedente per prestazioni parzialmente o completamente non erogate, per l’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata.
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