
Incontro Sumai: nel 2017, i sinistri aperti e che possono coinvolgere più professionisti per uno stesso evento avverso, sono aumentati dal 2016 del 60%
I medici campani sono più esposti ad errori e a cause da parte dei pazienti di quanto non lo siano molti colleghi del Nord. Un dato che è stato confermato in occasione dell’incontro di all’Holiday Inn dal sindacato medico Sumai, interessato ad analizzare i risultati della legge Gelli-Bianco a due anni di distanza dalla sua approvazione. «Purtroppo i miglioramenti attesi non li vediamo ancora – sottolinea Gabriele Peperoni (vice segretario nazionale Sumai) - posto che il numero delle denunce, in sede penale, presentate dai pazienti contro i sanitari è sempre rimasto enorme».
E’ notizia di questi giorni che secondo “le stime nel 2016 la percentuale complessiva dei medici coinvolti in procedimenti giudiziari, sia civili che penali, rispetto al numero totale di assicurati, era in calo in termini percentuali, ma nel 2017, i sinistri aperti e che possono coinvolgere più professionisti per uno stesso evento avverso, sono aumentati dal 2016 del 60%”.
Altro dato emerso dall’incontro di Napoli è che nella stragrande maggioranza dei casi le denunce che coinvolgono dei medici si rivelano infondate. Purtroppo però, anche se una buona percentuale di denunce non vede il processo in quanto si procede all’archiviazione, è altrettanto vero che la denuncia al sanitario costituisce un momento negativo nella vita professionale del medico e che si ripercuote sul futuro. È vissuta con profonda ansia e angoscia tenuto pure conto del tempo (lunghissimo) occorrente per la sua definizione; rappresenta, infine, anche un onere economico non indifferente per la nomina di avvocati e consulenti per le difese giuridiche e tecniche. Ed ancora più oggi posto che le assicurazioni hanno aumentato i premi, indice di un aumentato rischio.
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