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Artrite reumatoide, fermato su topi il meccanismo che crea il danno

Reumatologia Redazione DottNet | 08/02/2019 18:46

Lo rivela uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Stanford in California e pubblicato sulla rivista Nature Immunology

Il meccanismo che provoca danni alle articolazioni in chi soffre di artrite reumatoide è stato arrestato in un esperimento su topi. E' quanto emerge da uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Stanford in California e pubblicato sulla rivista Nature Immunology.  L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune che causa gonfiore, rigidità e dolore alle articolazioni, ma può anche danneggiare altre parti del corpo, come il cuore. Colpisce circa una persona su 200. In particolare, il sistema immunitario attacca (nello stesso modo in cui attacca batteri e virus) il tessuto sinoviale, ovvero il rivestimento delle articolazioni che impedisce alle ossa di sfregarsi l'un l'altra.

I farmaci esistenti alleviano i sintomi, ma non correggono il comportamento anomalo delle cellule immunitarie che provoca il danno infiammatorio, segno distintivo della malattia.

Il team di studio si è concentrato su un particolare tipo di cellula immunitaria chiamata 'cellula T'. Questa, reagendo in modo eccessivo ad una normale proteina che ha il compito di monitorare lo stato energetico della cellula, può stimolare il danno al tessuto sinoviale. Oltre a identificare questo meccanismo, è stato anche testato con successo sui topi un composto che lo contrasta. "Abbiamo dimostrato che possiamo invertire questo comportamento e fare in modo che queste cellule si comportino come dovrebbero", spiega l'autore senior Cornelia Weyand. Presto, sperano i ricercatori, il composto sarà testato in uno studio clinico su pazienti. 

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fonte: Nature Immunology

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