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Certificato medico sportivo: le ultime novità normative

Indagati due medici dopo la morte del calciatore Astori
Professione

I recenti fatti di cronaca hanno riportato d’attualità la questione dei certificati medico-sportivi. Nei giorni scorsi si sono chiuse le indagini sulla morte del calciatore Astori con l’accusa di omicidio colposo per i due medici che hanno accertato l’idoneità fisica del giovane calciatore della Fiorentina morto il 4 marzo dello scorso anno. Vediamo, dunque, come e quando rilasciare un certificato medico sportivo alla luce delle nuove norme partendo proprio dalla cronologia dei provvedimenti.

Il Ministro della salute Beatrice Lorenzin, l’ 8 agosto 2014, ha firmato un decreto con "Linee guida di indirizzo in materia di certificati medici per l’attività sportiva non agonistica".

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Queste linee guida prevedevano che devono avere il obbligatoriamente il certificato medico sportivo: 

    • gli alunni che svolgono attività fisico-sportive parascolastiche, organizzate cioè dalle scuole al di fuori dall'orario di lezione
    • coloro che fanno sport presso società affiliate alle Federazioni sportive nazionali e al Coni (ma che non siano considerati atleti agonisti)
    • chi partecipa ai Giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale

A giugno 2015 il ministero della salute ha pubblicato una nota esplicativa per specificare che per "coloro" si intendono le "persone fisiche tesserate" e che le "definizioni riguardano esclusivamente i tesserati in Italia".

Nella nota si precisa inoltre che il Coni si impegnava a fornire indicazioni sulle varie tipologie di tesseramento, e distinguere tra i tesserati che svolgono attività sportiva regolarmente, i tesserati che svolgono attività sportiva che non comporta impegno fisico e i tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva.

A giugno dell’anno scorso il Coni ha chiarito che, oltre ai tesserati non praticanti, non devono fare il certificato coloro che svolgono queste attività: tiro a segno, tiro a volo, tiro con l’arco, tiro dinamico sportivo, biliardo, bocce (eccetto volo di tiro veloce), bowling, bridge, dama, scacchi, golf, pesca sportiva di superficie, curling, giochi con aerei e barche telecomandate. L’obbligo di presentare il certificato c’è solo per i tesserati che fanno attività sportive regolamentate.

In pratica, l’obbligo di presentare il certificato medico oppure no, dipende dal posto in cui si pratica sport e se ci si iscrive in palestra o si fa nuoto libero in piscina, bisogna farlo se la struttura è affiliata al Coni, altrimenti non serve.

Il 28 Febbraio 2018 c’è stato l’ultimo aggiornamento in merito al certificato medico sportivo, è stato, infatti, firmato un Decreto interministeriale emanato dal Ministero della Salute e il Ministreo dello Sport, che sancisce la abolizione dell’obbligo della certificazione medica, per l’esercizio dell’attività sportiva in età prescolare, per i bambini fino a 6 anni di età.

Il decreto nasce da una precisa richiesta della Federazione Italiana dei Medici Pediatri (F.I.M.P.), la quale ritiene che in questi soggetti il certificato medico sia un onere evitabile e che, pertanto, la abolizione dell’obbligo favorisca la promozione dell’attività fisica ed un risparmio economico per i cittadini e per lo Stato Italiano. Infatti, i bambini così piccoli sono sottoposti fin dalla nascita a costanti controlli e periodici bilanci di salute da parte del pediatra di famiglia; sembra chiara, anche la volontà, di ridurre la burocrazia legata all’attività sportiva dei bambini ed in questo modo incentivare le famiglie a portare i piccoli a fare sport.

In tutto questo iter legislativo rimangono comunque saldi alcuni punti. Ad esempio:

Chi sono i medici certificatori?

    • il medico di medicina generale per i propri assistiti
    • il pediatra di libera scelta per i propri assistiti
    • il medico specialista in medicina dello sport ovvero i medici della Federazione medico-sportiva italiana del Comitato olimpico nazionale italiano

Il certificato ha validità annuale con decorrenza dalla data di rilascio e gli esami necessari sono: misurazione della pressione ed elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita. Va sottolineato che l’esame, eccetto che per i certificati scolastici previsti dalla legge, non è gratuito

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