
Via libera in Conferenza Stato-Regioni ai criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi. La Fno Tsrm e Pstrp: “Tappa cruciale di un percorso avviato nel 2018”.
Il percorso di regolamentazione della professione di osteopata fa un altro passo avanti. La Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (FNO TSRM e PSTRP) ha infatti espresso "piena soddisfazione" per l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni dell’accordo che definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza professionale, ai fini dell’esercizio della professione sanitaria di osteopata.
Secondo la Federazione, l’intesa rappresenta la tappa cruciale di un iter iniziato nel 2018 con la legge 3 che ha definito il perimetro, le competenze e le responsabilità delle professioni sanitarie operanti in Italia.
Più chiarezza per la professione
"L’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni risponde alla richiesta di chiarezza che la categoria professionale degli osteopati attendeva da tempo", ha dichiarato Diego Catania, presidente della FNO TSRM e PSTRP. "Il provvedimento riconosce la formazione e le competenze acquisite sul campo da molti professionisti qualificati, valorizzandone l’impegno e la serietà con cui hanno costruito la propria carriera".
Il documento approvato stabilisce le regole che consentiranno agli osteopati già formati di iscriversi agli Elenchi speciali della professione di osteopata, che verranno istituiti presso gli Ordini Tsrm e Pstrp.
Maggiore tutela per i cittadini
Per la Federazione, si tratta di un passaggio rilevante non solo per i professionisti coinvolti, ma anche per i cittadini. "È un traguardo importante sia per gli osteopati, che entrano definitivamente nel contesto regolamentato delle professioni sanitarie, sia per i cittadini, che potranno contare su un quadro normativo di riferimento chiaro e coerente con i principi del Servizio sanitario nazionale", ha aggiunto Catania.
L’accordo segna quindi un ulteriore avanzamento nel processo di riconoscimento e regolamentazione di una professione che, negli ultimi anni, ha visto una crescente diffusione sul territorio.
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Via libera in Conferenza Stato-Regioni, ma con la richiesta di un maggiore coinvolgimento nell’attuazione.
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