
A Pavia istituzioni, accademia e professionisti discutono la riforma del SSN. Di Silverio: “Senza investire sul personale non c’è sistema di cure”.
Il futuro del Servizio sanitario nazionale passa dalla capacità di rimettere al centro il diritto alla salute come interesse collettivo e costituzionale, superando risposte emergenziali e interventi frammentati. È il riassunto di quanto emerso dal convegno "Quale futuro per il Servizio sanitario nazionale? Esperti a confronto", svoltosi oggi a Pavia e promosso da ANAAO Assomed Lombardia e dall’Associazione Giovanni Bissoni, con il patrocinio dell’Università di Pavia.
Il SSN tra universalismo e nuove fragilità
A quasi cinquant’anni dalla sua istituzione, il Servizio sanitario nazionale resta il paradigma del welfare italiano, ma le criticità sono sempre più evidenti: vincoli finanziari, carenza di personale, disuguaglianze territoriali e crescente complessità dei bisogni di salute. Il convegno ha messo attorno allo stesso tavolo politica, istituzioni, mondo accademico e professionisti per interrogarsi su come preservare e rilanciare un modello universalistico oggi sotto pressione.
Tra gli interventi, quelli di Rosy Bindi, già ministra della Sanità, Francesco Taroni, Giuseppe Remuzzi, Chiara Giorgi e Valeria Tozzi, che hanno ripercorso la stagione delle grandi riforme sanitarie e il ruolo delle scelte legislative nel definire punti di forza e fragilità strutturali del sistema.
Lombardia e Paese: sostenibilità non solo economica
Il segretario regionale di Anaao Lombardia Stefano Magnone ha sottolineato come la sostenibilità del SSN non possa essere letta esclusivamente in chiave economico-finanziaria. "La sanità pubblica deve essere governata dal pubblico sulla base dei fabbisogni, della prevenzione e della prossimità tra ospedale e territorio", ha affermato, richiamando i valori dell’universalismo, dell’equità di accesso e del controllo degli erogatori, spesso sacrificati a favore di logiche di prestazione, fatturazione e profitto.
Di Silverio: riforma necessaria, ma partendo dai professionisti
Il cuore del confronto è stato l’intervento di Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed, che ha collocato il tema della riforma del SSN fuori da ogni contrapposizione ideologica. "La salute è un interesse della collettività", ha affermato, sottolineando come il cambiamento demografico e l’evoluzione delle esigenze assistenziali rendano indispensabile una revisione profonda del sistema di cure.
Secondo Di Silverio, l’attuale squilibrio tra crescita della spesa farmaceutica e riduzione della spesa per il personale ha prodotto un cortocircuito che rischia di lasciare i cittadini con i farmaci ma senza i professionisti necessari per garantire la terapia. "Non si rifonda un servizio pubblico con emendamenti o leggi delegate di breve durata", ha avvertito, indicando la necessità di rivedere norme e modelli organizzativi, superando l’impostazione ospedalocentrica e rafforzando il territorio.
Dalla presa in cura alla presa in carico
Nel dibattito è emersa con forza l’esigenza di passare dalla presa in cura alla presa in carico, integrando ospedale e territorio e riconoscendo la dirigenza medica e sanitaria come dirigenza speciale. Difendere il SSN, è stato ribadito, significa difendere i principi costituzionali e garantire cure pubbliche, gratuite e universali.
Il confronto con altri sistemi sanitari europei e internazionali ha evidenziato come non esista un modello perfetto, ma come il SSN rappresenti comunque un investimento sociale ed economico capace di generare benessere, produttività e coesione. In questo quadro, la recente Legge di bilancio è stata indicata come un banco di prova concreto della reale volontà politica di investire nella sanità pubblica.
Capitale umano come asse della riforma
Ampio spazio è stato dedicato al tema delle risorse umane, considerate la vera infrastruttura del sistema sanitario. Medici, infermieri e professionisti sanitari sono la chiave per garantire qualità delle cure, continuità assistenziale e innovazione. Per Magnone, è urgente intervenire su reclutamento, percorsi di carriera, condizioni di lavoro e riconoscimento economico, contrastando la fuga verso l’estero o il settore privato.
Il messaggio finale del convegno è chiaro: senza un investimento strutturale sul capitale umano e senza una programmazione di lungo periodo, il rischio è uno scarto crescente tra i principi fondativi del SSN e la realtà quotidiana dei servizi, con una deriva verso un sistema sempre più privatizzato e diseguale.
Scostamento dal tetto programmato di 2,85 miliardi. Pesano innovazione e invecchiamento della popolazione, al lavoro nuove misure di governance
Schillaci all’Iss: standard condivisi per superare le disuguaglianze territoriali. Dal governo risorse strutturali per emergenza, acuti e post-acuzie
Il ministro della Salute ribadisce la centralità del Pnrr e il rilancio dell’attrattività del Ssn, con attenzione particolare al personale sanitario
Nel dibattito sul riordino delle professioni sanitarie, Aupi sollecita il riconoscimento delle specializzazioni della psicologia nel SSN per rispondere ai nuovi bisogni di assistenza.
Cgil, Cisl e Uil: "Sono 200mila, è un comparto strategico"
"I medici, i dirigenti sanitari, gli infermieri le professioni sanitarie ex legge 43/2006, vogliono risposte, vogliono tornare ad essere il fulcro delle cure, vogliono continuare a curare, ma in sicurezza”
Testa: “Serve uno straordinario investimento nel territorio prima che della medicina di famiglia rimangano solo le ceneri.”
Leonida Iannantuoni Presidente di ASSIMEFAC; al paziente va dedicato più tempo
Commenti