Canali Minisiti ECM

Schillaci, con le liste d'attesa troppo lunghe stop all'intramoenia

Professione Redazione DottNet | 17/12/2025 10:58

Anaao Assomed: persiste il clima di caccia alle streghe. Cimo-Fesmed: Sospendere l’intramoenia sarebbe un boomerang per il Servizio sanitario nazionale

"Stiamo potenziando l'assistenza domiciliare integrata, che deve diventare davvero capillare. La sostenibilità non è solo questione di quanti soldi mettiamo, ma di come li spendiamo". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, il ministro della Salute, Orazio Schillaci. "La libera professione è un diritto - afferma -, ma non può negare la prestazione pubblica. Il problema nasce quando ci sono più prestazioni a pagamento che in Ssn, quando l'attesa pubblica è di sei mesi e l'intramoenia di due settimane. Se lo sbilanciamento nega il diritto alle cure, è verosimile ipotizzare una sospensione temporanea".   "Molte famiglie - aggiunge Schillaci - credono che le Asl debbano coprire il 100% delle rette Rsa, ma non è così. Il pieno rimborso sanitario è previsto solo per i non autosufficienti più gravi, dove è impossibile scindere la componente sanitaria da quella sociale". "Ma la sfida vera - va avanti Schillaci - non è solo vivere più a lungo, è vivere meglio. Questo è l'obiettivo che ci siamo dati al G7 Salute di Ancona: invecchiamento attivo. Per centrarlo serve un cambio di paradigma: meno ospedali, più territorio.

Le Case della Comunità non sono un'infrastruttura fine a sé stessa, ma il luogo dove sanità e sociale si incontrano davvero".

 Servono più infermieri ma non se ne trovano, anche se nella manovra ci sono fondi per assumerne 6.000. "È la vera emergenza - prosegue -. Nell'immediato attingiamo anche dall'estero con protocolli bilaterali. Ma il tema è rendere attrattiva la professione".    "I numeri parlano chiaro - afferma ancora Schillaci -: questa manovra prevede il più grande aumento mai registrato, 136,5 miliardi per il 2025, oltre 10 miliardi in più rispetto al 2022. Quello che conta davvero è: quante risorse effettive arrivano? Come vengono spese? Abbiamo Regioni che non hanno ancora utilizzato i fondi assegnati per le liste d'attesa. Questo è il vero scandalo, non il rapporto con il Pil". "Chi applica le norme che abbiamo varato sulle liste d'attesa sta ottenendo performance notevoli. La strada è quella dell'organizzazione seria delle agende, del coordinamento fra pubblico e privato per garantire il più possibile il diritto alla salute di ogni cittadino, soprattutto se fragile o indigente", conclude.

pubblicità

"Ci stupiscono le dichiarazioni del Ministro della salute, riportate da organi di informazione, secondo cui vorrebbe sospendere l’intramoenia per sbloccare le liste d’attesa. Siamo convinti siano state fraintese, conoscendo la determinazione con cui lo stesso Ministro ha sempre difeso con forza questa attività", commenta Pierino Di Silverio, Segretario Nazionale Anaao Assomed. "L’intramoenia, svolta peraltro solo dal 38% degli aventi diritto, non è la causa delle liste d’attesa", ribadisce Di Silverio. "È una libera scelta ed è un’attività che si svolge al di fuori dell’orario di lavoro, senza dimenticare che le agende delle liste di attesa sono in capo alle Aziende e non  già al singolo professionista. Inoltre occorre anche ricordare che i proventi derivati dall’intramoenia portano denaro non nelle tasche de medici che percepiscono solo il 30% ancora da tassare della visita, bensì nelle casse delle Aziende. Infine esiste una legge, inapplicata da 26 anni che tutela il cittadino in caso di attesa al di là dei tempi previsti per una visita, assicurandogli la stessa in regime privato". "Continuare con questo clima di caccia alle streghe, nei riguardi di quel che resta di libertà professionale (più psicologica che reale), è dannoso non solo per il rapporto tra istituzioni e medici ma ancor più tra medici e pazienti ormai addestrati, dalle continue e nemmeno tanto velate accuse, a cercare e trovare comunque un capro espiatorio. Basta tentare di riversare sui medici e sui dirigenti sanitari colpe che sono esclusivamente ascrivibili al fallimento di tutta la politica nella salvaguardia del SSN!  Ognuno si assuma le proprie responsabilità – conclude Di Silverio - come facciamo noi che ogni giorno continuiamo nonostante tutto a reggere, non le discussioni sul Servizio pubblico bensì la sua struttura. Senza professionisti non esiste sanità, senza sanità non esiste salute".

«Davvero si vuole continuare a raccontare la favola che le liste d’attesa siano colpa dell’intramoenia? E che sospenderla farebbe miracolosamente sparire i ritardi? La proposta del Ministro Schillaci su La Stampa è pura propaganda spacciata per soluzione. Appare tra l’altro una contraddizione con quanto deciso da Regione Lombardia, che ha istituito la "superintramoenia" e che probabilmente si estenderà al resto d’Italia: Governo e Regioni non si parlano?». Questa la reazione indignata di Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED, all’intervista rilasciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci..

«L’intramoenia - spiega Quici - non ruba un solo minuto all’orario di lavoro: i medici la fanno dopo il turno, visitando più pazienti e trattenendo appena il 30% di quanto chiesto in fattura. Il restante 70% va dritto a finanziare il SSN e, paradossalmente, proprio a ridurre le liste d’attesa. Sospenderla significherebbe solo togliere risorse alla sanità pubblica e regalare pazienti al privato». «E poi c’è la questione più grave: senza l’intramoenia i medici del SSN avrebbero un altro motivo per andarsene. Risultato? Ancora più carenze, ancora più fughe, ancora più liste d’attesa. Altro che soluzione: sarebbe un boomerang devastante». «La ricetta per ridurre le attese la conosciamo tutti, tranne chi preferisce lo slogan facile: potenziare la sanità territoriale, riaprire ambulatori e posti letto, assumere personale, riorganizzare e rimettere ordine a un sistema che cade a pezzi. Tutto il resto è fumo negli occhi. Sospendere l’intramoenia non risolve un problema: lo fa esplodere» conclude Quici.

Commenti

Rispondi
Rispondi
1 Risposte Rispondi
Rispondi

I Correlati

I medici italiani si attestano a 142 mila dollari a parità di poter d’acquisto, poco sopra la media ma lontani da Irlanda, Paesi Bassi e Germania

Via libera in Conferenza Stato-Regioni ai criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi. La Fno Tsrm e Pstrp: “Tappa cruciale di un percorso avviato nel 2018”.

La legge 132/2025 semplifica l’uso dell’intelligenza artificiale nell’ambito della ricerca e sperimentazione medica: resta l’obbligo di informare i pazienti sull’utilizzo dell’AI e sul trattamento dei loro dati personali

La Suprema Corte con l’ordinanza n. 26923 del 2025 ha riconosciuto la responsabilità di un’Azienda per la morte di un medico anestesista, deceduto per “infarto al miocardio” durante un turno di lavoro protrattosi per quasi sedici ore

Ti potrebbero interessare

La finalità del divieto è di garantire la massima efficienza e funzionalità operativa all'Ssn, evitando gli effetti negativi di un contemporaneo esercizio, da parte del medico dipendente, di attività professionale presso strutture accreditate

Le richieste puntano sull'adeguamento economico e sulla riorganizzazione del lavoro

Con la graduatoria parte la caccia ai 22mila posti

Nursing Up: "Mai così tante. In nessun ospedale agenti dopo le 24"

Ultime News

Più letti