
Un candidato su due termina la specializzazione
Aspiranti medici, laureandi e specializzandi alle prese con l' ormai famoso 'imbuto formativo': quel passaggio stretto che vede coinvolto chi sogna il camice bianco, chi ha finito il decennale percorso formativo e si appresta al post laurea, e chi medico lo è diventato ma non trova sbocchi nel Ssn. "Circa il 15% dei giovani che avrebbero voluto diventare medico raggiunge l' obiettivo. Mentre la metà di chi si laurea finisce poi la specializzazione. Ogni anno rimangono fuori da questa tappa 6000 medici".
E' il quadro tracciato da Salvatore Sciacchitano del ministero della Salute, capo della segreteria del sottosegretario Armando Bartolazzi, nel suo intervento oggi al Senato per il convegno, promosso dal Movimento 5 Stelle, sul fabbisogno di medici e l' accesso alla formazione. "Dal 2010 abbiamo assistito ad un decremento del numero dei medici - ha analizzato Sciacchitano - Dalla 'doctor' s boom generation' degli anni '70-'80, con un eccesso di camici bianchi, siamo passati tra il 2011 e il 2012 ad una discesa arrivando al momento attuale in Italia con 240 mila unità.
Ma esiste un numero perfetto del fabbisogno dei medici in Italia? "Secondo le Regioni servono 11 mila posti per le scuole di specializzazioni - afferma Pierpaolo Sileri, presidente della Commissione sanità del Senato - il ministero ne propone 9.800 che sono di più dello scorso anno. Il Miur vuole aumentare i posti per i corsi di laurea in Medicina del 20%. Il problema però è successivo, è l' imbuto formativo dopo la laurea. Molti - conclude Sileri - abbandonano il Ssn forse perché poco attrattivo, dobbiamo invertire questo dato", ammonisce.
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