|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

I dipendenti italiani strozzati dalle tasse: il 40% resta allo Stato

Se si è single la percentuale sale al 47%. Italia seconda solo alla Francia
Professione

In attesa che la flat tax arrivi, prima o poi, ad alleggerire il peso delle tasse sulle famiglie, l'Italia resta dei Paesi industrializzati dove i lavoratori dipendenti sono maggiormente schiacciati dal peso del fisco e dei contributi. Per l'ennesimo anno, l'Ocse certifica come il cuneo fiscale sul lavoro dipendente in Italia sia tra i più alti dell'organizzazione: secondo, solo alla Francia, per le famiglie monoreddito e terzo, dopo Belgio e Germania, per i single.

Misurando la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dal datore di lavoro e il corrispondente reddito netto che arriva effettivamente nelle tasche del lavoratore, dopo aver quindi sottratto l'imposta personale sui redditi e gli oneri sociali e contributivi a carico di entrambe le parti, e tenendo anche conto degli assegni e delle agevolazioni fiscali per le famiglie, l'ultimo rapporto 'Taxing wages' riferito al 2018 calcola che il cuneo per i nuclei familiari con due figli nei quali lavora solo una persona è pari al 39,1% a fronte di una media Ocse del 26,6%. Se si guarda invece ai lavoratori single, l'Italia è al 47,9%, percentuale in aumento di 0,2 punti rispetto al 2017 e che si confronta con una media Ocse decisamente inferiore, pari al 36,1%, peraltro in calo rispetto all'anno precedente.

pubblicità

Se si considera che, secondo le statistiche del Ministero dell’Economia e delle Finanze, i medici sono tra i professionisti con stipendi più alti, il conto è presto fatto: in media un medico guadagna 64.900 euro all’anno. Ma di questa cifra circa il 40% resta nelle mani dello Stato come inposizione fiscale. E ciò a fronte di un irrisorio aumento del reddito che, secondo l’Associazione Degli Enti Previdenziali Privati, dal 2010 al 2015 è stato del 3%.

Volendo invece escludere dall'analisi i contributi pagati dal datore di lavoro, concentrandosi solo sui costi fiscali e contributivi sostenuti dal dipendente, il risultato è che i lavoratori single italiani si portano a casa nel complesso il 68,6% del loro salario lordo, ben al di sotto della media Ocse che nel 2018 si attestava al 74,5%. L'Italia parte svantaggiata in termini assoluti: per un single lo stipendio lordo è in media di 45.300 dollari, al 19esimo posto nell'area Ocse, inferiore a tutti i maggiori Paesi dell'area industrializzata, escluso il Canada (42.700 dollari) e sotto la media di 46.100 dollari. Grazie alle detrazioni per i figli a carico, la differenza tra lordo e netto diminuisce per le famiglie. Nei nuclei con due figli e un solo percettore di reddito, il netto che entra in tasca è pari all'80% del lordo, ma anche in questo caso il dato italiano è inferiore alla media dei Paesi Ocse, pari a 85,8%.

"Occorre subito una riforma fiscale che tagli le tasse sul lavoro e sulle pensioni - commenta il segretario confederale della Uil Domenico Proietti - L'attuale livello di pressione fiscale, infatti, non è compatibile con l'obiettivo di promuovere la crescita della nostra economia". Sollecitazioni al governo arrivano anche dalle opposizioni: secondo il Pd "per aumentare i salari dei lavoratori italiani non serve la flat tax, serve abbassare il cuneo fiscale". Forza Italia invece invita ad abbandonare misure spot di carattere elettorale e ad aumentare la capacità salariale "in modo definitivo".

Professione
Commenti

I Correlati

Fisco: i nuovi limiti per detrazioni e spese
Professione
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Fisco: i nuovi limiti per detrazioni e spese
Professione
Fisco: i nuovi limiti per detrazioni e spese
I professionisti medici e odontoiatri con la denuncia dei redditi in scadenza a settembre/ottobre di quest'anno hanno iniziato e inizieranno a vedere gli effetti del riassetto del sistema delle detrazioni d'imposta.
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Professione
Assistente infermiere, Nursing Up ricorre al Consiglio di Stato. Ma il fronte resta diviso
Dopo la bocciatura del Tar, De Palma annuncia l'appello contro la nuova figura. NurSind e FNOPI difendono invece il modello: "È un supporto, non sostituisce l'infermiere"
Semestre aperto di Medicina: come funzionano esami, graduatoria e immatricolazione
Professione
Semestre aperto di Medicina: come funzionano esami, graduatoria e immatricolazione
Dalle lezioni obbligatorie ai due appelli invernali, fino agli scorrimenti e all'assegnazione dei corsi affini: ecco le tappe del percorso che porta all'accesso
Medicina, 62mila studenti al via. Ma la sfida per il SSN viene dopo
Professione
Medicina, 62mila studenti al via. Ma la sfida per il SSN viene dopo
Parte il semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Aumentano i posti, ma carenze e concorsi deserti mostrano che accessi all'università e personale disponibile non coincidono

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.