|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Scegli un Argomento
Scegli uno degli Argomenti da approfondire tra quelli più cliccati.
Non hai trovato nulla di tuo interesse? Cerca con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutti gli Argomenti facendo click su
Mostra Tutti
.
Scegli una Specializzazione
Clicca su una delle Specializzazioni per accedere a contenuti riguardanti esclusivamente la Specializzazione selezionata.
Non hai trovato la tua Specializzazione? Cercala con la
Search Bar
qui sotto o consulta la pagina con tutte le Specializzazioni facendo click su
Mostra Tutte
.
?

Disforia di genere, dai pediatri sì condizionato al farmaco

Il suo utilizzo per ritardare pubertà va prescritto solo con precisi paletti
Farmaci

Sì, ma con condizioni e paletti, all'utilizzo e alla rimborsabilità del farmaco che ritarda la pubertà in adolescenti con disforia di genere, ovvero che sentono la propria identità di genere diversa dal proprio sesso.  No, invece, a polemiche, che danneggiano solo chi vive questa, non facile, condizione. Ad chiederlo oggi sono stati gli esperti della Federazione Italiana dei Medici Pediatri (Fimp) e della Società Italiana di Pediatria (Sip), ascoltati in Commissione Igiene e Sanità del Senato sull'uso della triptorelina: un delicatissimo argomento che, nei mesi scorsi, non ha mancato di suscitare polemiche.

"La triptorelina non blocca, bensì sospende, lo sviluppo puberale in maniera reversibile - ha spiegato Luisa Galli, membro del Gruppo di Studio in farmacologia pediatrica della Sip -: utilizziamo già questo farmaco in ambito pediatrico da circa 30 anni per ritardare l'adolescenza in bambini e bambine che hanno una pubertà molto precoce. Finora si è dimostrato sicuro, anche se pochi sono gli studi che evidenziano questi dati a lungo periodo". Per quello che riguarda il suo utilizzo in una condizione come la disforia di genere, che è rarissima e riguarda, verosimilmente, meno di 100 casi all'anno in tutta Italia, precisa il presidente Fimp Paolo Biasci, "diversamente da quanto alcuni hanno riportato, non ha lo scopo di cambiarne l'orientamento sessuale, ma di sospendere temporaneamente lo sviluppo di alcuni caratteri fisici, come barba o seno". Si tratta infatti di teenager "che vivono in modo difficile il momento dello sviluppo, e il farmaco permette loro di ritardarne l'arrivo, in attesa che sia più chiaro in quale genere si sentano identificati".

pubblicità

Questo utilizzo "non va demonizzato", ma "va limitato ai casi specifici e rarissimi, in cui sia prescritto dopo attenta valutazione da parte di una equipe di esperti. Le polemiche in materia non giovano a nessuno, e fanno male soprattutto a chi vive questa condizione".  Sì, quindi, dai pediatri, alla rimborsabilità da parte del Servizio Sanitario Nazionale, purché con precise condizioni e paletti già indicati, nelle audizioni dei giorni scorsi in Senato, dal Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) e dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa). Ovvero, sottolinea Galli, "è importante che la prescrizione di triptorelina sia limitata a casi molto selezionati, nei quali sia fallito l'approccio psicoterapeutico, e dopo valutazione di un team multidisciplinare, che dovrà accompagnare il ragazzo/a nel percorso terapeutico".    Le limitazioni riportate nella determina Aifa, verosimilmente, conclude, "consentiranno un utilizzo più regolamentato rispetto all'utilizzo off label in atto fino ad oggi, quando la prescrizione era delegata alla responsabilità del singolo medico, e il farmaco doveva essere acquistato dalla famiglia".

Farmaci
Commenti

I Correlati

Una precisazione da "Pro Vita e Famiglia"
Riceviamo e pubblichiamo
Leggimi

Ultime News

Ti potrebbero interessare
Dermatite atopica negli adolescenti, AIFA approva la rimborsabilità di upadacitinib
Dermatologia
Dermatite atopica negli adolescenti, AIFA approva la rimborsabilità di upadacitinib
Disponibile a carico del Servizio sanitario nazionale per i pazienti dai 12 anni con malattia moderata-grave. Gli specialisti: «Oggi possiamo puntare alla quasi completa remissione dei sintomi»
Tezepelumab nell’esofagite eosinofila: lo studio CROSSING raggiunge tutti gli endpoint fino a 52 settimane
Farmaci
Tezepelumab nell’esofagite eosinofila: lo studio CROSSING raggiunge tutti gli endpoint fino a 52 settimane
I risultati dello studio di fase 3 CROSSING mostrano che l’inibizione della TSLP con tezepelumab ha raggiunto gli endpoint co-primari a 24 settimane, con un beneficio mantenuto fino a un anno di trattamento
Farmaci, nuova banca dati nazionale: ogni confezione tracciata lungo la filiera
Farmaci
Farmaci, nuova banca dati nazionale: ogni confezione tracciata lungo la filiera
Il decreto Salute-Mef ridisegna il sistema nazionale di monitoraggio: produttori, grossisti, farmacie e SSN alimenteranno una piattaforma utilizzabile anche per spesa farmaceutica, vigilanza e contrasto alle frodi
Statine dopo i 70 anni: uno studio riapre il dibattito sulla prevenzione negli anziani
Ricerca
Statine dopo i 70 anni: uno studio riapre il dibattito sulla prevenzione negli anziani
Presentati all'ESC 2026 i risultati dello studio STAREE: nelle persone over settanta senza malattie cardiovascolari note, l'atorvastatina ha ridotto del 30% il rischio di infarto e ictus

Siamo oltre 250.000 medici: aggiornati e informati.

Ogni giorno pubblichiamo per te tanti contenuti e li organizziamo perchè tu possa sempre trovare ciò che vuoi.