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Professionisti nel mirino del fisco: parte il Risparmiometro

Primi controlli dalla prossima settimana: a setaccio conti correnti, carte di credito, investimenti
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Occhi puntati sui professionisti e su chi svolge una libera attività. Finiranno loro nel mirino del fisco che ha aguzzato l’ingegno alla scoperta di evasori: il nuovo strumento messo in campo è il Risparmiometro, una sorta di nuova superanagrafe dei conti correnti voluta nel 2012 dal governo Monti e inserita nell’allora decreto Salva-Italia. Dopo il via libera da parte del Garante della Privacy e delle banche, il meccanismo è pronto a snidare chi non paga le tasse, chi nasconde i guadagni e non fattura.

Grazie al Risparmiometro, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza potranno - forse già dalla prossima settimana - sfruttare tutte le informazioni riguardanti i risparmi degli italiani e, incrociandole, tentare di scoprire chi tenta di camuffare il proprio monte affari, dichiarando in modo impreciso o, all’estremo, nascondendo volutamente la propria ricchezza.

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Tutto ruota attorno a un software molto avanzato sviluppato dall’Agenzia delle Entrate che ha il compito di verificare se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato, controllandone il conto corrente. Se quasi tutto quello che è stato guadagnato è finito sul conto, scatta l’allarme (si parla di uno scostamento del 20%). Secondo i controllori del fisco una buona parte di ciò che ognuno guadagna deve necessariamente finire negli affitti, bollette, vestiario, cibo, mezzi di trasporto.

E’ dunque giocoforza che se il conto corrente cresce nonostante le inevitabili spese da affrontare, è facile intuire che i risparmi arrivino dai ricavi in "nero" . E così, dopo aver incrociato i dati Inps, quelli delle banche e della Posta e quelli delle amministrazioni finanziarie, l’Agenzia passa alla contestazione, e se le giustificazioni portate dal risparmiatore non saranno credibili o sufficienti, si arriva alla sanzione.

Il Risparmiometro andrà a scrutare i conti correnti, quelli di deposito, le carte di credito, i prodotti finanziari, le obbligazioni e i buoni fruttiferi. Ma attenzione: i controlli potrebbero non riguardare soltanto l’anno in corso, ma scendere fino al 2014. E, ciliegina sulla torta, sotto la lente del Fisco non finiranno soltanto i singoli contribuenti, ma anche le società.

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