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Federanziani: i medici ci prescrivono farmaci inutili. Scoppia la polemica

La politica e la Fnomceo rispondono alle critiche dell'Associazione ma restano i dubbi
Sanità pubblica

“Cari medici, perché ci prescrivete i farmaci?” a chiederlo è Senior Italia FederAnziani in merito a quanto emerso in occasione della presentazione dei dati OsMed all’AIFA.  “La nostra fiducia nei confronti della comunità medico-scientifica, dei medici di medicina generale, degli specialisti, delle istituzioni deputate a governare la nostra salute, insomma nei confronti di tutti gli attori del sistema sanitario, è crollata dopo che nei giorni scorsi abbiamo ascoltato le parole di illustri farmacologi in occasione della presentazione dei dati OsMed all’interno dell’AIFA”. E’ un appello, uno sfogo quello che i rappresentanti di Federanziani lanciano e che ha avuto una vasta eco tra i medici e tra le associazioni.

 Un invito che non la lasciato insensibile la politica:  "In merito alle preoccupazioni sulla prescrizione dei farmaci espresse da Senior Italia Federanziani e alla richiesta di ascolto da loro lanciata alle istituzioni voglio rassicurare che stiamo già lavorando, il governo e tutti noi, con i medici di famiglia, gli specialisti e le società scientifiche". Così, in una nota, il presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, Pierpaolo Sileri, del MoVimento 5 Stelle. "La fiducia dei pazienti verso i medici e verso le istituzioni governative - afferma ancora Sileri - non deve in nessun caso venir meno e mi impegnerò per incontrare le associazioni dei pazienti per poterli tranquillizzare".

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Ma Federanziani incalza: “Abbiamo sentito, per esempio, che la vitamina D, che pesa 280 milioni di euro l’anno sulla spesa farmaceutica, non serve a nulla poiché su 93 trial non ve ne è nessuno che ne dimostri l’efficacia; che in base a uno studio condotto su 38mila pazienti con ipertensione, di cui il 50% in trattamento e l’altra metà non trattati, i migliori benefici li hanno avuti quelli non trattati, anzi che quelli trattati stanno addirittura peggio”. “Noi pazienti – si legge nella nota -, che siamo abituati a riporre la nostra fiducia nei camici bianchi, si tratti di specialisti universitari, ambulatoriali, medici di base, di fronte a queste autorevoli affermazioni fatte all’interno dell’agenzia regolatoria ci chiediamo a chi dovremmo affidarci da questo momento in poi, se è vero che i medici prescrivono farmaci inutili o inefficaci”.

A nessuno di noi piace prendere tante pillole e ogni giorno fatichiamo a mantenere la cosiddetta aderenza alla terapia, ovvero a rispettare le indicazioni dei nostri camici bianchi, e ora ci sentiamo dire che non serve a nulla, mentre dall’altra parte la comunità scientifica resta in silenzio, se si eccettua la difesa della FIMMG e della Fnomceo rispetto al loro ruolo e al loro rispetto della deontologia e delle linee guida”, continua Federanziani.  “A chi dobbiamo credere, dunque? Chiediamo al Ministro della Salute Giulia Grillo, ai Sottosegretari Bartolazzi e Coletto, al Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Pierpaolo Sileri, alla Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati Marialucia Lorefice, ad AIFA e Istituto Superiore di Sanità e soprattutto alle società medico-scientifiche, ciascuno per le proprie competenze e per il proprio ruolo, di dare una risposta chiara ai pazienti alfine di farci ritrovare un po’ di fiducia”, conclude la nota.

E arriva pronta la risposta di Fnomceo: "Vogliamo rassicurare i cittadini: ogni volta che un medico fa una prescrizione, quell'atto esprime tutte le competenze acquisite nel corso degli studi, e racchiude in sé le valutazioni diagnostiche, quelle di appropriatezza clinica, basate sulle migliori evidenze scientifiche personalizzate sul singolo caso e paziente, quelle sul rapporto rischio-beneficio". Torna a parlare di prescrizione il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), Filippo  Anelli.

"Siamo grati e riconoscenti a chi fa ricerca, a chi, con metanalisi, aggiorna le evidenze scientifiche e stende linee guida che possano indicare la via ai decisori, a coloro che valutano le indicazioni, l'immissione in commercio, la prescrivibilità e la rimborsabilità di un farmaco, e informare nel contempo l'esercizio della professione - continua Anelli - lo siamo a tal punto che il richiamo alle evidenze percorre tutto il nostro Codice, ed è esplicitato anche quando si parla di prescrizione: 'il medico tiene conto delle linee guida diagnostico-terapeutiche accreditate da fonti autorevoli e indipendenti quali raccomandazioni e ne valuta l'applicabilità al caso specifico'". "Ma è proprio in quella valutazione dell' applicabilità al caso specifico, alla quale è presupposto la diagnosi e della quale è strumento la relazione di cura, che si gioca la differenza tra essere scienziato, essere politico, ed essere medico", conclude Anelli ribadendo l'appello "a coinvolgere i medici nei Tavoli dell'Aifa".
 

Sanità pubblica
Commenti
SS
Saverio Schinzari
I medici, in particolare i medici di famiglia e della cosiddetta continuità assistenziale, al di là delle consuete difese d'ufficio della FIMMG, non prescrivono più nulla perché quotidianamente sono vessati da due padroni a cui dar conto: il paziente e le ASL. La spesa farmaceutica per i vari dissipatori di spesa pubblica che ancora una volta sono le ASL e tutti i numerosi lacchè politici in esse presenti, cresce sempre, nonostante l'introduzione dei farmaci generici ( sic ! ) che molti rifiutano, mentre alcun controllo c'è sulle prescrizioni specialistiche, i veri responsabili di numerosi sprechi. Perché prescrivere tutta una serie di insuline di ultima generazione, dai costi esorbitanti, in un rapporto costo benefici ci sono davvero grosse riserve. Un tempo erano i medici di famiglia sistematicamente accusati di ricevere benrfit dall'industria farmaceutica ( viaggi, regalie, omaggi, ecc.) Oggi la musica è cambiate ed urge una rivisitazione degli ultimi farmaci introdotti sul mercato, ed un severo rigore da parte dell'AIFA. E' chiaro che in un sistema ambiguo anche dal punto di vista giuridico sulle prescrizioni, omissioni, in eccesso o meno, la catena più debole per un contratto di lavoro a tutt'oggi abbastanza farlocco , la Convenzione !, resta il medico di base. Che sovente risponde con la prescrizione degli inutili in gran parte integratori, a totale carico del povero pensionato. C'è ancora molta strada da fare dopo circa cinquant' anni di esistenza in vita della figura del Medico della Mutua.
Rispondi
23/07/2019 10:30

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