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Italia, Giappone e Austria insieme per l' adroterapia con ioni carbonio

La collaborazione con Nirs e MedAustron si svilupperà su tre linee di lavoro
Oncologia

Italia, Giappone e Austria lavoreranno insieme per migliorare e promuovere la ricerca sull' utilizzo dell' adroterapia con ioni carbonio: una forma evoluta di radioterapia per la cura di tumori radioresistenti, che impiega al posto dei raggi X fasci di ioni carbonio e protoni. Lo annuncia il Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao) di Pavia, l' unico in Italia e il sesto al mondo con Giappone, Austria, Germania e Cina in grado di effettuare adroterapia usando sia protoni sia ioni carbonio. Da settembre - informa una nota - la direzione scientifica di Cnao si avvarrà della collaborazione di Tadashi Kamada, visiting researcher e già direttore dal 2008 al 2019 del Nirs-National Institute of Radiological Sciences di Chiba in Giappone, primo Paese al mondo a introdurre l' adroterapia con ioni carbonio negli anni '90, e di Piero Fossati, direttore scientifico di MedAustron, centro clinico e di ricerca in adroterapia con ioni carbonio di Wiener Neustadt in Austria.

A Pavia Kamada ha tenuto presso la sala conferenze Cnao due seminari sull' uso degli ioni carbonio: 'Carbon ions in head and neck tumors: Nirs experience', lo scorso 9 settembre dalle 11 alle 13; 'Carbon ions in sarcomas of thorax and pelvis: Nirs experience', lunedì 16 settembre dalle 11 alle 13.  "Questa collaborazione con i più importanti centri di adroterapia con ioni carbonio - afferma Lisa Licitra, direttore scientifico Cnao - si inserisce nel programma di ricerca e di sviluppo delle conoscenze sull' uso clinico delle particelle. Gli ioni carbonio rappresentano già un' opzione terapeutica per alcune forme tumorali. Grazie a queste collaborazioni, ci auguriamo di accelerare il processo scientifico alla base del successo di ogni innovazione in medicina". La collaborazione con Nirs e MedAustron si svilupperà su tre linee di lavoro.

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La prima mira a sviluppare protocolli di ricerca clinica a livello europeo (Cnao e MedAustron) con l' obiettivo di raccogliere i dati in modo coordinato e uniforme tra i diversi Paesi e favorire l' utilizzo dell' adroterapia con ioni carbonio su patologie in genere refrattarie ai trattamenti oncologici standard, partendo in particolare dallo studio dell' osteosarcoma non operabile e del melanoma delle mucose (distretto testa-collo), che potrebbe essere trattato con ioni carbonio anche in associazione con farmaci immunoterapici. Il protocollo sul melanoma delle mucose verrà inoltre condiviso con il Ion-Beam Therapy Center di Heidelberg, in Germania. La seconda linea di ricerca si propone invece di verificare più approfonditamente la tollerabilità e la ridotta tossicità dell' adroterapia con ioni carbonio sui tessuti sani adiacenti al tumore, condividendo e confrontando i dati dei pazienti trattati in Italia, Giappone e Austria.

Sulla base dell' analisi dei dati sarà possibile capire in quali casi le dosi di ioni carbonio, grazie ai loro ridotti effetti collaterali, potranno essere aumentate ulteriormente per avere un' efficacia ancora maggiore sul tumore. Una delle ipotesi allo studio dei ricercatori è che, in alcuni casi clinici che riguardano per esempio tumori sviluppati vicino ai nervi ottici, il livello di tollerabilità dell' adroterapia con ioni sia molto alto e superiore alle previsioni, e che quindi possa essere potenziata la dose di radiazioni per ottenere maggior controllo sulla malattia con effetti collaterali contenuti. La terza linea, infine, punta a promuovere lo sviluppo di strumenti tecnologici finalizzati a migliorare e ottimizzare l' erogazione della dose di ioni carbonio. Un esempio è il software che regola l' erogazione di radiazione in maniera personalizzata per ogni paziente, considerando non solo la dose ma anche altri parametri fisici.

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