

I nuovi principi per ricevere il vitalizio e le modalità
Forse siamo all’atto finale dello spinoso problema delle decorrenze della pensione dei liberi professionisti iscritti all’Enpam. I ministeri vigilanti, infatti, il 24 ottobre scorso hanno finalmente ratificato il testo definitivo della norma, contenuta appunto nel Regolamento del Fondo di Previdenza Generale, che disciplina questa particolare casistica.
Come si saprà, i medici ed odontoiatri liberi professionisti possono accedere a tre diverse tipologie di pensione: quella di inabilità, la pensione anticipata (con 35 anni di contributi e 62 di età ovvero 42 di contributi) e la pensione di vecchiaia (a 68 anni di età).
Ma mentre per i medici di famiglia la stella polare è rappresentata dalla cessazione dell’attività professionale, che orienta anche i funzionari Enpam nelle scelte concrete, con i liberi professionisti questa linea non è utilizzabile, perché a loro la cessazione non è richiesta. Generalmente, sino ad oggi, gli operatori in ordine alla decorrenza attuavano la scelta economicamente più conveniente per il medico: cioè retrodatavano il trattamento alla prima decorrenza utile, considerando il raggiungimento dei requisiti prescritti. In pratica il medico che faceva oggi la domanda ma aveva raggiunto i requisiti tre anni fa si vedeva comunque corrispondere tre anni di arretrati, nella considerazione che, anche se la pensione calcolata alla data odierna avrebbe avuto un importo nominale maggiore (per il minor peso delle penalizzazioni o per la presenza delle maggiorazioni), tale aumento comunque non avrebbe potuto compensare, se non in tempi molto lunghi, le tre annualità di pensione perdute.
Ora questi ragionamenti non sono più possibili, la discrezionalità dei liquidatori viene giustamente eliminata, ed i nuovi principi sono contenuti nell’art. 28, commi 1 bis e 1 ter del Regolamento:
In sintesi, quali consigli dare al medico libero professionista che si avvicina alla pensione, per ottenere il massimo?
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