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Pensioni, a gennaio arrivano gli aumenti: ecco le tabelle con i nuovi importi

Resta da capire quale meccanismo di rivalutazione sarà applicato: se quello “pieno” o se il sistema più restrittivo introdotto dal governo Meloni nel 2023 e 2024 per contenere la spesa
Previdenza

Il nuovo Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) porta con sé indicazioni importanti per milioni di pensionati. Tra i dati aggiornati dal governo in vista della prossima legge di Bilancio, spicca quello sull’inflazione attesa per il 2024, parametro decisivo per calcolare gli aumenti automatici degli assegni previdenziali a partire da gennaio 2025. Come stabilito dalla normativa vigente, le pensioni vengono rivalutate ogni anno in base all’inflazione registrata nei dodici mesi precedenti, per evitare la perdita di potere d’acquisto dovuta al caro vita.

Inflazione all’1,6%: quanto cresceranno gli assegni

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Le ultime stime ufficiali indicano un tasso di rivalutazione dell’1,6%, in lieve calo rispetto all’1,7% previsto in primavera. Una correzione minima, che non cambierà sostanzialmente gli effetti sui trattamenti, ma che garantirà comunque aumenti più corposi rispetto a quelli applicati lo scorso gennaio, quando l’inflazione ferma allo 0,8% aveva prodotto ritocchi molto contenuti. Resta da capire quale meccanismo di rivalutazione sarà applicato: se quello “pieno”, previsto dalla legge 448 del 1998, o se il sistema più restrittivo introdotto dal governo Meloni nel 2023 e 2024 per contenere la spesa. In entrambi i casi, la rivalutazione sarà integrale fino a quattro volte il trattamento minimo e parziale per gli assegni superiori.

Gli aumenti previsti con la rivalutazione piena

Considerando una pensione minima di 603,40 euro (7.844,20 euro l’anno), gli incrementi sarebbero i seguenti:

  • Fino a 4 volte il minimo (2.413,60 euro): aumento pieno.
    → Un assegno da 1.000 euro salirebbe a 1.016 euro; uno da 2.000 euro a 2.032 euro.

  • Tra 4 e 5 volte il minimo (2.413,60 - 3.017 euro): rivalutazione piena fino alla prima soglia e al 90% per la parte eccedente.
    → Una pensione da 2.500 euro arriverebbe a 2.540 euro, una da 3.000 euro a 3.047 euro.

  • Oltre 5 volte il minimo (oltre 3.017 euro): rivalutazione piena fino a 4 volte il minimo, al 90% tra 4 e 5 volte, e al 75% per la parte restante.
    → Un assegno da 4.000 euro crescerebbe a 4.059 euro, mentre uno da 5.000 euro raggiungerebbe 5.070 euro.

Si tratta di aumenti più che doppi rispetto a quelli del 2024, capaci di restituire un po’ di ossigeno dopo mesi di erosione del potere d’acquisto.

Importo mensile Aumento Nuovo importo
500,00€ 8,00€ 508,00€
700,00€ 11,20€ 711,20€
900,00€ 14,40€ 914,40€
1.100,00€ 17,60€ 1.117,60€
1.300,00€ 20,80€ 1.320,80€
1.500,00€ 24,00€ 1.524,00€
1.700,00€ 27,20€ 1.727,20€
1.900,00€ 30,40€ 1.930,40€
2.100,00€ 33,60€ 2.133,60€
2.300,00€ 36,80€ 2.336,80€
2.500,00€ 39,86€ 2.539,86€
2.700,00€ 42,74€ 2.742,74€
2.900,00€ 45,62€ 2.945,62€
3.100,00€ 48,30€ 3.148,30€
3.300,00€ 50,70€ 3.350,70€
3.500,00€ 53,10€ 3.553,10€
3.700,00€ 55,50€ 3.755,50€
3.900,00€ 57,90€ 3.957,90€
4.100,00€ 60,30€ 4.160,30€
4.300,00€ 62,70€ 4.362,70€
4.500,00€ 65,10€ 4.565,10€
4.700,00€ 67,50€ 4.767,50€
4.900,00€ 69,90€ 4.969,90€
5.000,00€ 71,10€ 5.071,10€

Lo scenario alternativo: tagli confermati per gli assegni più alti

Non è però escluso che l’esecutivo scelga di confermare il sistema ridotto di rivalutazione già applicato nel biennio 2023-2024, nel tentativo di contenere la spesa previdenziale. In questo caso, gli aumenti sarebbero modulati in base all’importo della pensione, penalizzando gli assegni più elevati. Con il nuovo trattamento minimo 2025 fissato a 603,40 euro, le fasce di rivalutazione previste sarebbero:

  • Fino a 4 volte il minimo (2.413,60 euro) → 100% dell’inflazione

  • Tra 4 e 5 volte → 90%

  • Tra 5 e 6 volte → 53%

  • Tra 6 e 8 volte → 47%

  • Tra 8 e 10 volte → 37%

  • Oltre 10 volte il minimo → 22%

La differenza rispetto al sistema originario è sostanziale: non si rivaluta più solo la parte eccedente, ma l’intero importo della pensione viene adeguato con la percentuale della fascia di appartenenza. Il risultato? Gli assegni medio-bassi manterrebbero l’aumento pieno, mentre le pensioni più alte riceverebbero un incremento sensibilmente ridotto.

Una misura legittima ma discussa

Il modello di perequazione ridotta ha già sollevato critiche da parte dei sindacati e delle associazioni dei pensionati, ma sul piano legale è difficile da contestare. La Corte Costituzionale ha infatti stabilito che lo Stato può intervenire sulla rivalutazione in modo selettivo, purché il provvedimento sia temporaneo, proporzionato e motivato da esigenze di bilancio. In sostanza, il governo ha la facoltà di limitare gli aumenti per le pensioni più alte, almeno per un periodo definito. Se la linea Meloni dovesse essere confermata anche nel 2025, l’adeguamento all’inflazione resterebbe pieno solo per gli assegni medio-bassi, mentre i trattamenti più elevati continuerebbero a crescere a ritmo ridotto.

Importo mensile Tasso di rivalutazione Aumento Nuovo importo
500,00€ 1,60% 8,00€ 508,00€
700,00€ 1,60% 11,20€ 711,20€
900,00€ 1,60% 14,40€ 914,40€
1.100,00€ 1,60% 17,60€ 1.117,60€
1.300,00€ 1,60% 20,80€ 1.320,80€
1.500,00€ 1,60% 24,00€ 1.524,00€
1.700,00€ 1,60% 27,20€ 1.727,20€
1.900,00€ 1,60% 30,40€ 1.930,40€
2.100,00€ 1,60% 33,60€ 2.133,60€
2.300,00€ 1,60% 36,80€ 2.336,80€
2.500,00€ 1,44% 36,00€ 2.536,00€
2.700,00€ 1,44% 38,88€ 2.738,88€
2.900,00€ 1,44% 41,76€ 2.941,76€
3.100,00€ 1,44% 44,64€ 3.144,64€
3.300,00€ 0,85% 28,05€ 3.328,05€
3.500,00€ 0,85% 29,75€ 3.529,75€
3.700,00€ 0,75% 27,75€ 3.727,75€
3.900,00€ 0,75% 29,25€ 3.929,25€
4.100,00€ 0,75% 30,75€ 4.130,75€
4.300,00€ 0,75% 32,25€ 4.332,25€
4.500,00€ 0,75% 33,75€ 4.533,75€
4.700,00€ 0,75% 35,25€ 4.735,25€
4.900,00€ 0,75% 36,75€ 4.936,75€
5.000,00€ 0,59% 29,50€ 5.029,50€

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Previdenza
Commenti
MF
Maria Roberta Fasce
Mah !
Rispondi
07/10/2025 18:49
GS
Giuseppe Storelli
Affare cagata
Rispondi
06/10/2025 21:08
FT
Fabrizio Tuccori
Preferisco tacere
Rispondi
06/10/2025 15:20
LS
Luigi Massimino Sena
I magistrati della Corte Costituzionale hanno ormai sostituito i politici ,fanno loro le leggi e non le rispettano. Da anni scrivono temporaneo ma è diventato permanente. Già si pagano le tasse con la proporzionale. Fra poco dovremo comprare il pane in modo proporzionale presentando la dichiarazione dei redditi . Ero bambino e c'era la tessera del pane.
Rispondi
06/10/2025 09:48
GA
Giuseppe Mario Arcudi
Si dovevano vergognare loro e voi che fate articoli
06/10/2025 09:31

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