
Farmaco valido per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni EGFR
Ogni anno in Italia più di 2.150 persone hanno una diagnosi di tumore al polmone in stadio avanzato non operabile con una mutazione a carico del gene EGFR. Questi pazienti potranno ora beneficiare di una nuova arma terapeutica in prima linea, ovvero subito dopo la diagnosi: è infatti rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale, anche in prima linea, la terapia con la molecola osimertinib, per il trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico con mutazioni EGFR. La molecola, già disponibile in Italia per il trattamento in seconda linea, aveva già ricevuto l'approvazione in oltre 70 paesi, tra cui Stati Uniti, Giappone e UE, per il trattamento di prima linea.
"La rimborsabilità di osimertinb per il trattamento di prima linea - afferma Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano - è il frutto dei risultati dello studio FLAURA nel quale, per la prima volta, una terapia ha dimostrato un vantaggio così importante in termini di sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione della malattia. Questo riconoscimento conferma il posizionamento di osimertinib come nuovo standard di trattamento". Secondo Silvia Novello, Ordinario di Oncologia Medica al Dipartimento di Oncologia dell'Università di Torino e Presidente di Walce (Women against lung cancer in Europe), si tratta di "un importante traguardo per questi pazienti, che potranno dunque accedere a tale trattamento subito dopo la diagnosi con benefici in termini di sopravvivenza ma anche di sicurezza e tollerabilità, elementi importantissimi per la qualità di vita dei pazienti stessi".
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