Legge di Bilancio: che cosa cambia per le farmacie

Farmacia | Redazione DottNet | 09/01/2020 17:25

Tra le più importanti il via libera alla farmacia dei servizi

Con il voto di fiducia alla Camera del 23 dicembre scorso, si è concluso l’iter di approvazione della legge di Bilancio 2020, che contiene alcune misure di grande impatto sull’attività delle farmacie. Come segnalato da Filodiretto le norme più importanti riguardano l’attuazione della farmacia dei servizi. In particolare, viene prorogata ed estesa la sperimentazione del progetto, prevista dalla legge di bilancio 2018, al fine di ampliare gli ambiti territoriali della sperimentazione e le risorse messe a disposizione delle farmacie per il potenziamento del servizio offerto alla popolazione. L’ambito di applicazione della sperimentazione prevista dalla legge di bilancio 2018, si allarga, per il biennio 2021-2022, a tutte le Regioni a statuto ordinario.

A tal fine, si fissa un ulteriore finanziamento di 25,3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022, a valere sulle quote vincolate del finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale, destinate al perseguimento degli obiettivi del Piano sanitario nazionale. In tal modo, il finanziamento complessivo per la sperimentazione, nel periodo 2020-2022, arriva a 86,6 milioni di euro. Il provvedimento definisce anche il ruolo del farmacista nel monitoraggio dell’aderenza alla terapia, nell’ottica di valorizzarne la funzione nella gestione del farmaco a favore dei pazienti cronici.

Tra le novità che interessano indirettamente le farmacie, si evidenzia l’ampliamento delle categorie dei soggetti esenti dalla partecipazione della spesa sanitaria, comprendendo in esse, a partire dallo scorso 1° gennaio, anche i minori privi del sostegno familiare, per i quali siano state attivate specifiche misure dall’autorità giudiziaria. Si prevede inoltre, nelle more della revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria, l’abolizione, a decorrere dal 1° settembre 2020, della quota di compartecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati, pari a 10 euro per ricetta. Di conseguenza viene incrementato il livello di finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale cui concorre lo Stato per un importo di euro 185 milioni per l’anno 2020 e 554 milioni annui a decorrere dal 2021.

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