
Nel 2019 113 casi a fronte dei 29 del 2018, è ancora emergenza
Arrivata a un passo dall'eradicazione, la polio rialza la testa. "Il rischio di diffusione internazionale del virus rimane un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale" e i "progressi fatti negli ultimi anni sembrano essersi invertiti". A mettere in guardia verso l'allontanamento dall'obiettivo di un mondo libero dalla poliomielite è il comitato di emergenza dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).
La poliomielite è causata da un virus (poliovirus 1, 2 e 3) che invade il sistema nervoso, distruggendo le cellule neurali e causando una paralisi che nei casi più gravi può diventare totale. A partire dal 1988, anno in cui l'Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la risoluzione per l'eradicazione mondiale di questa malattia, si è assistito a una drastica diminuzione dei casi grazie alla diffusione del vaccino: dai 350.000 circa registrati in quell'anno ai 29 del 2018. Dopo l'eradicazione del tipo 3, nel 2019, e del tipo 2 nel 2015, la preoccupazione riguarda ora "l'aumento significativo" dei casi di poliovirus 1 selvaggio, l'ultimo dei tre ceppi da eliminare.
"La rapida comparsa di molteplici ceppi di cVDPV2 in diversi paesi è senza precedenti e molto preoccupante, e non ancora completamente compresa", scrive in proposito il Comitato di emergenza. A fronte di questo, i Paesi colpiti dovrebbero "dichiarare ufficialmente che fermare la loro diffusione è anche un'emergenza nazionale per la salute pubblica", ha affermato il Comitato nelle sue raccomandazioni, e andrebbe aumentato il coordinamento "per aumentare alle frontiere il monitoraggio dei viaggiatori non vaccinati".
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