Sperimentate per la prima volta staminali su fegato neonati

Medicina Interna | Redazione DottNet | 22/01/2020 13:33

Un successo senza precedenti. Nuova terapia alla Città della Salute di Torino rinvia il trapianto

Un nuovo approccio terapeutico è stato sperimentato per la prima volta con successo alla Città della Salute di Torino su tre neonati affetti da patologie genetiche che necessitano di trapianto di fegato nei primi mesi di vita. La procedura, iniettare cellule staminali epatiche sane nel fegato dopo la nascita, ha ritardato il trapianto, ponendo le basi per correggere diverse malattie genetico-metaboliche con procedura mini-invasiva. Lo studio è pubblicato sulla rivista Stem Cell Reviews and Reports.  La nuova terapia sperimentale é stata possibile grazie alle ricerche sulle cellule staminali epatiche condotte dal gruppo di Giovanni Camussi del Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università di Torino con il Centro di Biotecnologie Molecolari dell'Università di Torino.

Lo studio é frutto della collaborazione tra ospedale Regina Margherita e ospedale Molinette, entrambi afferenti alla Città della Salute di Torino, Centro Interdipartimentale di Ricerca per le Biotecnologie Molecolari dell'Università di Torino (MBC) e azienda biomedicale Unicyte AG. La sperimentazione clinica é stata condotta al Regina Margherita da Marco Spada, direttore della Pediatria e del Centro Regionale per la cura delle malattie metaboliche del Regina Margherita, coadiuvato da Francesco Porta. Renato Romagnoli, direttore del Centro Trapianti di Fegato delle Molinette, e Dorico Righi, direttore della Radiologia dell'ospedale Molinette, hanno avuto ruolo clinico primario in qualità di co-sperimentatori in questo studio pionieristico.  Essenziale anche l'apporto del Laboratorio del Centro Trapianti di Cellule staminali e Terapia Cellulare del Regina Margherita, diretto da Franca Fagioli, e del Centro di Coordinamento Trapianti, diretto da Antonio Amoroso.

"Per la prima volta al mondo sono state iniettate cellule staminali epatiche sane direttamente nel fegato di una persona. Si tratta di un approccio che non ha precedenti". Così Marco Spina, direttore della divisione di Pediatria dell'ospedale Regina Margherita di Torino e direttore del Centro Regionale per malattie metaboliche ereditarie sull'approccio terapeutico sperimentato alla Città della Salute su tre neonati affetti da patologie genetiche che necessitano di trapianto di fegato.  "Si tratta - spiega - di bambini con gravi malattie metaboliche che devono subire un trapianto tra i 6 e i 9 mesi di vita. Tramite questa sperimentazione, avvenuta prima dei 3 mesi, siamo riusciti a stabilizzarli. E il trapianto potrà avvenire quando saranno più grandi". Ora i piccoli sono stati dimessi.  "Stiamo lavorando - aggiunge Spada - per creare un coordinamento europeo così da coinvolgere anche altri centri". Le malattie metaboliche che colpiscono i neonati, mettendo a rischio la loro vita e la loro crescita e sono circa trecento.

 

fonte: Stem Cell Reviews and Reports

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