A Sassari due casi di atresia in undici mesi

Otorinolaringoiatria | Redazione DottNet | 04/02/2020 13:41

Le due bimbe ricoverate in Neonatologia sono state operate dagli specialisti di Otorinolaringoiatria nella prima settimana di vita

Si chiama atresia delle coane nasali, è una rarissima malformazione congenita che impedisce alle narici di comunicare con le vie respiratorie inferiori. Si registra ogni 25mila nascite, ma a Sassari ci sono stati due casi in undici mesi tra settembre 2018 e agosto del 2019. Le due bimbe ricoverate in Neonatologia sono state operate dagli specialisti di Otorinolaringoiatria nella prima settimana di vita. È un malfunzionamento molto rischioso: un neonato respira prevalentemente col naso e va in distress respiratorio ogni volta che prova a mangiare.   "Il mancato riassorbimento del setto faringeo durante lo sviluppo embrionale impedisce che l'aria passi dal naso alle basse vie respiratorie - spiega Francesco Bussu, direttore di Otorinolaringoiatria - Se l'ostruzione è bilaterale, come nei due casi di Sassari, occorre asportare la membrana e parte del setto nasale e apporre piccoli stent per far passare l'aria fino alla cicatrizzazione".   A fare la diagnosi è stata Neonatologia, diretta da Giorgio Olzai. "Appena i neonati entrano al nido verifichiamo se le vie sono libere o no. In pochi mesi ci siamo ritrovati due volte dinanzi a un'anomalia che Sassari non trattava da trent'anni", rivela. L'intervento è stato eseguito da Bussu. "Avevo visto solo pochi casi in vent'anni di lavoro al Gemelli di Roma, ospedale ad alto volume di prestazioni", racconta. La necessità di intervenire subito contrasta col fatto che "l'anatomia di un bimbo con meno di una settimana impedisce l'uso di strumenti utilizzati di solito per gli adulti", sottolinea il chirurgo. Le due piccole ora stanno bene e conducono una vita normale insieme ai loro genitori.

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