
Il calo è meno marcato di quello dell’industria italiana con un -1,3%
“A dicembre 2019 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca del 2,7% rispetto a novembre, mentre per l’indice corretto per gli effetti di calendario si stima una flessione, in termini tendenziali, del 4,3%. I giorni lavorativi sono stati 20 contro i 19 di dicembre 2018”. È quanto riporta l’Istat nel suo ultimo bollettino.
Nel complesso del quarto trimestre il livello della produzione “registra una flessione dell’1,4% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra marcate diminuzioni congiunturali in tutti i comparti; pertanto variazioni negative segnano i beni intermedi (-2,8%), l’energia e i beni di consumo (-2,5% per entrambi i raggruppamenti) e i beni strumentali (-2,3%).
“Su base tendenziale – prosegue l’Istat - e al netto degli effetti di calendario, a dicembre 2019 si registrano accentuate diminuzioni per i beni intermedi (-6,6%), l’energia (-6,0%) e i beni strumentali (-4,7%); un decremento più contenuto si osserva per i beni di consumo (-0,8%).
I soli settori di attività economica che registrano incrementi tendenziali sono la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+5,3%), l’industria alimentare, bevande e tabacco (+2,9%) e le altre industrie (+1,1%). Tra i rimanenti settori le maggiori flessioni si registrano nelle industrie (-10,4%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-9,3%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-7,7%)”. Per quanto riguarda lafarmaceutica nel 2019 la crescita è stata negativa (-0,2%). A dicembre, invece, rispetto a novembre si è registrato un calo più marcato -5,4%.
Ricerca vaccini sotto pressione negli Stati Uniti: stop a studi, cautela degli investitori e clima regolatorio più severo riaprono il confronto tra politica, economia e salute.
Al via i bandi Fellowship e Community Award di Gilead per progetti in ambito infettivologico, epatologico e oncologico, tra ricerca e terzo settore.
Un progetto di Roche rilancia il ruolo della ricerca come fattore di sviluppo. Per migliorare l’attrattività degli investimenti e l’accesso alle cure.
Secondo Farmindustria servono nuove regole europee per ridurre le dipendenze strategiche e sostenere autonomia, innovazione e produzione
Dispositivi medici, il Consiglio di Stato rimette alla Consulta il contributo dello 0,75% sul fatturato SSN. In gioco carico fiscale ed equilibrio del sistema.
Con l’acquisizione dell’80% di Lifenet Healthcare, Reale Group passa dalla copertura del rischio all’erogazione diretta di prestazioni. il mercato assicurativo accelera sui servizi.
Commenti