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Deve restituire l'indennità aggiuntiva: medico si dimette

Professione Redazione DottNet | 12/02/2020 21:08

Napoli, secondo il medico dimissionario, la causa è una "anomalia dovuta a una grave disattenzione degli organi Fimmg e della Regione Campania"

Una lettera di dimissioni di un medico del 118 di Salerno con effetto dall'1 marzo 2020. Il testo del documento è stato pubblicato sulla pagina Facebook Nessuno tocchi Ippocrate che parla di "tragedia preannunciata", specificando di aver oscurato i dati sensibili "per privacy": c'è chi ipotizza che la causa sia legata ai rischi di aggressione del personale del 118. Ma la lettera che motiva le dimissioni indica che la decisione è maturata in seguito alla necessità di restituire l'indennità oraria aggiuntiva percepita negli ultimi 10 o 15 anni. Sulla pagina è stata pubblicata anche la lettera di motivazioni delle dimissioni.

"Da diverse settimane è stata diffusa la notizia che l'indennitá oraria aggiuntiva di 5,16 - si legge nel testo - sarebbe stata indebitamente riconosciuta e percepita per anni dal personale medico convenzionato del 118, impegnato presso i Saut delle Asl della Campania, procedendo in tale senso sulla scorta delle sollecitazioni dell'autorità giudiziaria".

"La sospensione di questa quota determinerà la riduzione di circa 866.88 euro mensili, quasi un terzo della retribuzione mensile - prosegue il testo - per un personale già bistrattato da turni massacranti, da buste paga al minimo e poche gratificazioni con continui rischi di aggressioni e di procedimenti per responsabilità professionale". A tutto questo "si aggiunge l'ipotesi della restituzione di quanto ritenuto indebitamento percepito, nel corso degli ultimi 10 o 15 anni, a seconda dell'inizio del servizio". Ma è, secondo il medico dimissionario, una "anomalia" dovuta a "una grave disattenzione degli organi Fimmg e della Regione Campania" commessa "15 anni fa nel passaggio dal vecchio al nuovo contratto di remunerazione oraria aggiuntiva".

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"Allo stato attuale si penalizza un settore vitale nella rete delle cure primarie - prosegue il medico - e si assiste al paradosso di un nuovo contratto più penalizzante di quello precedente". "Pur comprendendo la necessità della Regione di recuperare risorse - sottolinea - ritengo che non si può pensare di penalizzare una delle categorie, quella dei medici in servizio all'emergenza territoriale, che con professionalità, competenza e spirito di sacrificio, svolgono un ruolo fondamentale di primo soccorso".

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