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Depositato in Senato un Ddl contro la medicina difensiva

Il disegno dispone che il medico non possa essere perseguito penalmente per colpa lieve se, nello svolgimento delle proprie attività, si attiene alle linee guida
Professione

 Un disegno di legge che "possa colmare le lacune dell'interpretazione della legge Gelli-Bianco sulla responsabilità penale colposa dei medici, intervenire sul fenomeno conseguente della cosiddetta 'medicina difensiva' con abuso di farmaci e di esami clinici, restituire serenità ad un'intera categoria e tutelare al meglio i pazienti". E' questa la proposta che il senatore del Pd Gianni Pittella ha depositato a Palazzo Madama con le firme anche dei colleghi dem Valeria Fedeli e Francesco Giacobbe e che è stata illustrata in una conferenza stampa.  Il disegno di legge, composto di un solo articolo, dispone che il medico non possa essere perseguito penalmente per colpa lieve se, nello svolgimento delle proprie attività, si attiene alle linee guida e alle buone pratiche clinico-assistenziali adeguate al caso concreto. Si supera in questo modo, si spiega in una nota, "la distinzione tra le tre matrici della colpa lieve di imperizia, imprudenza e negligenza, che ha comportato l'inefficacia della legge".

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Il disegno di legge, ha spiegato Pittella, "non incide sulla responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria e non intacca dunque i diritti degli assistiti. Nasce invece per contrastare la medicina difensiva, posta in atto dai medici per difendersi dall'eccessiva esposizione giudiziaria attraverso il ricorso a esami e approfondimenti che pesano sul Sistema sanitario nazionale e che possono rallentare le cure". Sono 45 mila, secondo le ultime stime, le cause intentate ogni anno in Italia in campo sanitario, contro le 4500 della Germania e le 2500 della Francia. Solo il 2% di questi processi, che colpiscono soprattutto chirurghi, medici di emergenza urgenza e anestesisti, si conclude con una sentenza di colpevolezza. "Occorre recuperare la fiducia medico-paziente e la dignità di un'importante professione", conclude Pittella.

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