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Contagiati oltre duemila medici e infermieri. Mancano le protezioni

Sanità pubblica Redazione DottNet | 16/03/2020 21:10

Mascherine solo per due giorni in Lombardia, lettera a Mattarella

Superata quota 2mila. Tanti sono ad oggi, i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari contagiati dal nuovo coronavirus. Un numero in costante crescita, afferma il sindacato dei medici ospedalieri Anaao_Assomed, mentre tutto il mondo della Sanità - dai medici di famiglia agli ospedalieri, dagli anestesisti ai medici di Pronto soccorso agli infermieri - denuncia la "persistente insufficienza" dei dispositivi di protezione individuale (dpi), a partire dalle mascherine, e chiede l'estensione dell'uso dei test con tampone. I medici, affermano sindacati ed associazioni, sono "nudi contro il virus" ma rimangono in prima linea con i pazienti.

  Nonostante le rassicurazioni, i 'dpi' restano dunque insufficienti e crescono i timori per la sicurezza del personale sanitario.

Per questo la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg)-Lombardia ha presentato un atto di diffida contro la Regione Lombardia ed il ministero della Salute "a provvedere, entro 72 ore, all'immediata erogazione a tutti i medici di medicina generale e medici di continuità assistenziale, di kit completi ed in numero adeguato di dispositivi di protezione di qualità idonea a contenere sia il rischio di contrarre il virus che di esporre la popolazione ad involontario contagio". Inoltre, si diffida "nello stesso tempo, a sottoporre tutti i medici, infermieri e personale di studio e, nel caso di positività, famigliari e conviventi ad adeguato test di valutazione dell'avvenuto contagio".

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Si fa presente, si legge, che "i medici non opereranno e non potranno proseguire senza idonei dispositivi di protezione e senza protocolli predefiniti". Situazione critica anche per la disponibilità di mascherine. Iniziano a "scarseggiare le scorte di mascherine a più alta protezione, le Ffp2 e Ffp3, utilizzate in particolar modo nelle Terapie intensive, ed in Lombardia le scorte basteranno ancora solo per un paio di giorni", afferma all'ANSA il presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi-Emac) Alessandro Vergallo, che ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo il suo intervento. "Si rischia - scrive Vergallo - di paralizzare o rallentare l'efficacia del nostro impegno nel tentativo di salvare il maggior numero di vite umane".

La mancanza di protezioni adeguate è "intollerabile" anche per il segretario dell'Anaao Carlo Palermo che, rendendo note le cifre del contagio, parla di un numero "spaventoso" e di una situazione che "mette purtroppo in ulteriore difficoltà gli ospedali". Per questo, annuncia, l'Anaao ha presentato in Piemonte un esposto alla magistratura proprio in merito alla "perdurante mancanza di dpi". E' una "questione di rilievo penale e stiamo valutando se presentare esposti pure in altre Regioni". La stessa denuncia arriva dai medici di Pronto soccorso: in varie realtà le mascherine sono insufficienti, così come le dotazioni di organico. Ma "dispiace constare che le misure previste dal decreto cura-Italia non prevedano alcun intervento a sostegno dei Pronto soccorso e della Medicina d'emergenza", afferma il presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Salvatore Manca, in una lettera a Conte e Speranza.

Sul piede di guerra pure il sindacato degli infermieri Nursing up: "Ci giungono denunce di infermieri sulle pessime condizioni in cui sono costretti ad operare. Il premier Conte venga in Lombardia a vedere come stiamo lavorando in trincea", afferma il sindacato denunciando "l'esposizione degli operatori al virus non seguita dalla somministrazione del tampone", oltre a mascherine "non idonee e dpi arrangiati con mezzi di fortuna, ad esempio con le buste della spazzatura". Anche il sindacato medici italiani Smi, oltre all'Anaao, chiede che "tutti i medici e i sanitari siano sottoposti al tampone, anche se asintomatici, al fine di non diffondere a loro volta il contagio".

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