
Gli indispensabili dispositivi di protezione individuale (dpi) "ancora mancano o sono carenti" denunciano i camici bianchi
È un drammatico bollettino quotidiano i cui numeri continuano a crescere: sono 52 i medici morti finora per l'epidemia di Covid-19 e tra loro si registra anche un primo medico penitenziario in Puglia. E sale pure il numero dei contagiati che, secondo gli ultimi dati dell'Istituto superiore di sanità, ha raggiunto la cifra di 6.414. Sempre più morti mentre gli indispensabili dispositivi di protezione individuale (dpi) - dalle mascherine alle visiere - "ancora mancano o sono carenti", non si stancano di denunciare i camici bianchi.
La situazione, afferma Carlo Palermo, segretario del maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao-Assomed, "continua ad essere critica, nonostante le rassicurazioni sulle nuove scorte di dpi in arrivo.
Così, racconta, "come Ordine siamo costretti ad arrangiarci ed un grande aiuto ci viene dalle donazioni di privati. Grazie alla donazione di una banca, ad esempio, sono stati acquistati dpi che come Ordine distribuiremo ai medici di famiglia, ma la situazione ha dell'assurdo se pensiamo che abbiamo notizia di una partita di mascherine ferma a Como e che non viene sdoganata. E' incredibile che in questo contesto di emergenza non si riescano a risolvere degli stop burocratici". Ed anche negli ospedali inizia ad esserci preoccupazione: "All'ospedale di Bergamo - afferma Ivano Riva, anestesista nello stesso ospedale e vice presidente dell'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri Aaroi-Emac Lombardia - i dpi per ora ci sono ma ho segnalazioni da vari ospedali della Regione dove iniziano a scarseggiare.
Segnalazioni di questo tipo arrivano però anche da altre Regioni, soprattutto per quanto riguarda le mascherine ad alta protezione FFP2 e FFP3". E proprio sul fronte mascherine, l'Anaao denuncia "un abbassamento del livello di protezione": "L'Oms ha inserito le mascherine chirurgiche tra i dpi, ma questa rappresenta la condizione minima applicabile in Paesi in grandi difficoltà. Non può essere questo un riferimento per l'Italia. Rimane - sottolinea Palermo - una situazione ambigua rispetto agli indirizzi forniti dall'Iss. Chiediamo che i medici che lavorano in prima linea siano assolutamente tutti dotati di mascherine ad alta protezione".
Anche il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, denuncia come a più di un mese dall'inizio dell'emergenza, "registriamo ancora molte difficoltà, a partire dall' approvvigionamento di mascherine e dispositivi di protezione". E questo nonostante negli ultimi 3 giorni siano stati consegnati "9,6 milioni di mascherine", come ha reso noto il commissario Domenico Arcuri. La carenza però pesiste, ed una nuova inchiesta è stata aperta in Sardegna dalla Procura di Lanusei sull' emergenza legata proprio ai dpi insufficienti.
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