
Pronti emendamenti al decreto Cura Italia sulle responsabilità dei professionisti
Il Parlamento a fianco dei medici, contro il nascente 'business' delle cause legali legate ai decessi per coronavirus. Dopo la denuncia da parte degli Ordini professionali di "consulenze gratuite" e pubblicità da parte di alcuni studi legali per valutare l'avvio di cause per infezioni ospedaliere da coronavirus, tutti i gruppi, di maggioranza e opposizione, hanno infatti depositato emendamenti al decreto Cura Italia per ridefinire, per il periodo di emergenza, il perimetro della responsabilità per medici e operatori sanitari. Con un pressing bipartisan, si va dalle richieste di esonero (ad esempio di Iv, Fdi, Fi) alla proposta dem di rendere perseguibili penalmente le sole colpe gravi a quella M5S di concedere il patrocinio gratuito dello Stato a chi accusato di presunti errori.
Obiettivo, come chiesto dalla stessa Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), è dunque tutelare i camici bianchi in prima linea in questa emergenza. Ed anche gli Ordini degli avvocati hanno scelto la linea dura per arginare il fenomeno.
Pubblicità di questo tipo, "lungi dal garantire il giusto diritto dei cittadini a un equo risarcimento in caso di danni reali, instillano, facendo leva sulla paura del virus e della malattia - avverte - il sospetto ingiustificato nei confronti dei medici e dell'intero Servizio Sanitario Nazionale, turbando la fiducia dei cittadini e la serenità nell'affidarsi al sistema di cure, l'unico in grado di salvar loro la vita". La Federazione degli ordini dei medici lombardi ha scritto anche al presidente della Repubblica: "mentre medici e personale sanitario vengono ora osannati dai media come eroi, paradossalmente ci troviamo di fronte a vergognose pubblicità di studi legali, un atteggiamento da parte di alcuni avvocati - affermano - che è intollerabile, immorale e provocatorio".
Controlli fiscali, personale, dati e attività sanitaria: il perimetro delle verifiche è più ampio di quanto si immagini
Via libera a un disegno di legge per riformare la Commissione che decide sui ricorsi contro gli Ordini. Obiettivo: maggiore efficienza e tempi certi nei procedimenti.
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