
Icardi: "E' necessario che sia individuata, a livello centrale, una strategia nazionale"
"Il ministro faccia chiarezza sulla gestione dei test sierologici e dei tamponi": lo chiede il coordinatore nazionale della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Luigi Icardi, alla luce delle molte richieste dei privati che, fatto l'esame sierologico, chiedono di poter fare il tampone. E' necessario, scrive Icardi al ministro della Salute Roberto Speranza, che "sia individuata, a livello centrale, una strategia nazionale, attraverso un provvedimento normativo che identifichi modalità operative e le priorità per gestire in maniera integrata gli strumenti di analisi sierologica e molecolare (tamponi)".
Perché, "preso atto della circolare ministeriale, condivisa nel merito, secondo cui solo il tampone ha una validità diagnostica - aggiunge - le Regioni fanno presente che il ricorso esponenziale della popolazione ai test sierologici genera incertezza interpretativa e rischia di aumentare a dismisura la richiesta di tamponi, invocati per fare chiarezza sulla diagnosi". Il rischio, spiega, è che "la richiesta di tamponi in esito positivo al test sierologico di massa possa impedire di fare tempestivamente i tamponi necessari (e obbligatori per legge) a contrastare l'infezione da Covid-19". "E' chiara - sottolinea Icardi - la difficoltà in Italia ad assicurare i tamponi a tutti. Nessuna Regione sarebbe al momento in grado di garantire questo esame a chiunque lo richieda come strumento di validazione degli esiti sierologici. Occorre che a livello nazionale sia fatta al più presto chiarezza, stabilendo linee guida che valgano per tutti, in tutte le situazioni".
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
La protesta della Fimmg contro la riforma Schillaci riporta al centro il ruolo del medico di fiducia. Ma il dibattito investe anche fascicolo sanitario elettronico, organizzazione territoriale e digitalizzazione della presa in carico
Il sindacato dei medici di medicina generale contesta il metodo seguito sulla riforma dell’assistenza territoriale: “Nessun confronto preventivo”
L’indagine della società scientifica dell’emergenza-urgenza fotografa un sistema ancora in forte sofferenza: sottorganico diffuso, boarding e ricorso stabile ai gettonisti
Commenti