Via libera dalla Camera alla legge contro la violenza sui medici

Professione | Redazione DottNet | 21/05/2020 18:09

Le aggressioni sono in aumento ma l'80% non denuncia. Varata la proposta, ora passa al Senato

Via libera della Camera, quasi all'unanimità, alla proposta di legge che mira a contrastare le aggressioni a medici e a personale sanitario, con una serie di strumenti preventivi e repressivi, compreso l'innalzamento delle pene e la procedibilità d'ufficio. Il testo torna ora al Senato dopo le modifiche introdotte dalla Camera, mentre i sindacati medici segnalano come negli ultimi mesi, nel periodo antecedente al lockdown, siano aumentate le violenze contro i camici bianchi.

A favore del provvedimento hanno votato 427 deputati e tre si sono astenuti. Il testo licenziato dalla Camera aggrava le pene a carico di chi commette violenze contro i medici e il personale sanitario, portandole nei casi di lesioni gravi da 4 a 10 anni, e nel caso di lesioni gravissime da 8 a 16 anni. La Proposta di legge punisce anche con sanzioni amministrative da 500 a 5.000 euro chi tenga "condotte violente, ingiuriose, offensive, ovvero moleste" a carico del personale sanitario. Vengono inoltre messi in campo una serie di strumenti preventivi, tra i quali, un Osservatorio chiamato a monitorare questo tipo di episodi e ad avanzare proposte. Una legge attesa e sollecitata dalla categoria e che il ministro della salute Roberto Speranza definisce un "bel risultato": "In questi mesi - afferma - tutti hanno compreso valore e dedizione dei nostri medici, infermieri, e di tutti coloro che lavorano per la sanità italiana.  Rafforzare le loro tutele giuridiche e sanzionare ogni forma di aggressione è un modo concreto di prendersi cura di chi si prende cura di noi".

Soddisfatto anche il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) Filippo Anelli, secondo il quale l'approvazione quasi all'unanimità da parte della Camera è un "segnale forte di presa di coscienza da parte della Politica". Ora, afferma, "attendiamo, a breve, l'approvazione definitiva da parte del Senato. Finalmente i medici e gli altri professionisti della Salute avranno validi strumenti normativi, preventivi e dissuasivi, per contrastare il triste fenomeno delle aggressioni".   Un fenomeno, però, tristemente in aumento anche se, denuncia il maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, Anaao-Assomed, l'80% delle aggressioni non viene denunciato. L'ultimo episodio ieri, quando un uomo è entrato nel Pronto soccorso di Cetraro in Calabria minacciando i sanitari con una mazza di ferro. Secondo l'ultima indagine del sindacato su 2059 medici, riferita ai mesi di gennaio e febbraio 2020, gli psichiatri guidano la classifica dei camici bianchi più colpiti, seguiti dai colleghi del pronto soccorso.

Il 55,44% dei medici che ha risposto all'indagine ha affermato di essere stato personalmente vittima di violenza, 1137 medici rispetto ali 832 dell'analoga indagine del 2018. Il rischio è avvertito soprattutto dai medici donne e non è più un fenomeno solo 'del Sud'. Solo il 21% delle risposte, afferma infatti l'Anaao, proviene dalle regioni del sud e delle isole, rispetto al 70% del 2018, mentre il 57% arriva dalle regioni del nord ed il 22% da quelle del centro. Questo "dimostra che la violenza sugli operatori sanitari, per lungo tempo attribuita prevalentemente a regioni del sud Italia ed alle isole dove le situazioni socio-economiche e sanitarie sono piu' complesse - sottolinea il sindacato - è ormai diventato fenomeno largamente diffuso su scala nazionale"

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