
In 2mila comuni saranno su base volontaria. Vasta indagine Ministero della Salute-Istat
Capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni e estensione dell'infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio. Parte lunedì 25 maggio la vasta indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici su un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L'indagine è firmata ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura.
L'adesione è volontaria e i test sono gratuiti. A chiarirlo a più riprese il Governo, anche attraverso il premier Giuseppe Conte, durante l'informativa alla Camera lo scorso 21 maggio, e la stessa Istat. Nessun obbligo da parte dei cittadini di rispondere alla chiamata.
In una nota diffusa alla vigilia del via ai test da ministero della Salute, Istat e Cri, si sottolinea che "la riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell' indagine". A tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero d'identificazione anonimo per l'acquisizione dell'esito del test. Il legame di questo numero d'identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell' indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati, viene spiegato. "Gli esiti dell'indagine, diffusi in forma anonima e aggregata - spiega ancora la nota - potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l'analisi comparata con altri Paesi europei". Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue.
Potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l'esito dell'esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l'interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l'eventuale stato di contagiosità.
Sono 13 milioni gli italiani con almeno due patologie. La multimorbilità cresce con l’età e si concentra negli over 75.
Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio: aumenta la spesa privata e triplicano gli iscritti ai fondi sanitari, con effetti sull’equità del sistema.
Secondo dati diffusi dall’Associazione Luca Coscioni, la procedura farmacologica sfiora il 60%. Persistono forti differenze territoriali e limiti organizzativi.
Dati ISTAT e allarme AUPI. Gli psicologi chiedono politiche strutturate su educazione digitale, prevenzione e ruolo delle piattaforme.
Approvato il decreto legislativo sugli IRCCS. Il Ministero punta su integrazione tra ricerca e assistenza e su modelli organizzativi più strutturati.
Tensioni tra Ministero e Aifa sulla spesa farmaceutica: chiarimenti richiesti, nodi di governance e timori sulla sostenibilità futura.
Si insedia al Ministero della Salute il Tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale. Obiettivo: rafforzare la prevenzione e coordinare le politiche contro le malattie croniche.
Commenti