
Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo per il riordino degli IRCCS, uno degli snodi più rilevanti della ricerca sanitaria italiana. A darne notizia è il Ministero della Salute, che colloca l’intervento all’interno di un percorso di rafforzamento del ruolo degli Istituti, chiamati a coniugare attività clinica e ricerca scientifica in modo sempre più integrato.
Reti di ricerca e apertura internazionale
Uno degli obiettivi principali del provvedimento è lo sviluppo di reti di ricerca di eccellenza, aperte alla collaborazione tra istituti e con partner nazionali e internazionali.
L’idea di fondo è superare una logica frammentata, favorendo in questo modo connessioni strutturate tra centri che lavorano su ambiti affini e valorizzando la capacità di attrarre competenze e progetti anche oltre i confini nazionali.
Nuove professionalità e rafforzamento della ricerca clinica
Il decreto interviene anche sull’organizzazione interna degli IRCCS, con l’introduzione di nuove figure professionali dedicate alla ricerca.
Si tratta di un passaggio che punta a rendere più stabile e strutturata l’attività scientifica, riducendo la distanza tra ricerca e pratica clinica e rafforzando il ruolo degli istituti come luoghi in cui innovazione e assistenza si sviluppano insieme.
Governance e trasparenza: il punto più sensibile
Accanto agli aspetti scientifici, il provvedimento rafforza i meccanismi di governance e di controllo sulle attività di ricerca. Il riferimento è alla necessità di aumentare trasparenza e capacità di valutazione, in un ambito in cui la gestione delle risorse e la qualità della produzione scientifica sono elementi centrali per la credibilità del sistema.
Un sistema più integrato tra ricerca, assistenza e formazione
Per Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute, si tratta di "un passaggio fondamentale per una ricerca sanitaria più forte in Italia, sempre più integrata con assistenza e formazione e al servizio della salute pubblica".
Secondo il Ministero, il riordino punta a valorizzare competenze scientifiche e manageriali, introducendo criteri più orientati a qualità e merito.
Il passaggio che resta da verificare
Il decreto definisce una direzione chiara: rafforzare il ruolo degli IRCCS come infrastruttura della ricerca clinica nazionale. Resta da capire come queste indicazioni si tradurranno nella pratica. Il punto non è solo la definizione delle regole, ma la loro capacità di incidere sull’organizzazione concreta degli istituti e sulla qualità della ricerca prodotta.
È su questo piano – più che sugli obiettivi dichiarati – che si misurerà l’efficacia del riordino.



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