
Capire se i danni polmonari e cardiaci prodotti dal Covid-19 sono permanenti e quali sono i meccanismi biochimici alla base di questi effetti: è l'obiettivo di uno studio multicentrico europeo coordinato dall'università di Parigi-Descartes, a cui partecipa anche l'ospedale Niguarda di Milano. Tra le complicanze cardiovascolari dell'infezione da nuovo coronavirus ci sono la sindrome coronarica acuta, la tromboembolia polmonare, la miocardite e i potenziali effetti aritmici del trattamento medico. "Un punto caldo è quello degli effetti a lungo termine nei sopravvissuti all'infezione - osserva Alessandro Maloberti, uno dei ricercatori - Purtroppo non è ancora chiaro se vi potranno essere dei danni permanenti a livello polmonare, cardiaco e vascolare". La necessità di fare ricerca su quanto accaduto e gli effetti a lungo termine ha spinto il Niguarda a creare un apposito gruppo di ricerca - Niguarda COVID Research Group - che dovrà raccogliere i dati sui circa 1000 malati di Covid-19 seguiti dall'ospedale.

Il nuovo ossigenatore è progettato per i pazienti di piccola taglia e gestisce flussi da 0,1 a 1,8 litri al minuto. Dopo il previsto ottenimento del marchio CE, il dispositivo sarà introdotto da gennaio 2027 in 14 centri europei specializzati.

Durante l’ESC Congress 2025, l’annuale congresso della Società Europea di Cardiologia svoltosi a Madrid dal 29 agosto al 1° settembre, sono stati presentati importanti aggiornamenti clinici riguardanti la gestione dell’ipercolesterolemia.

Con pazienti sempre più giovani e oltre 14.400 procedure all'anno in Italia, la pianificazione a lungo termine diventa il nuovo punto di riferimento della cardiologia interventistica

L’OMS e i partner internazionali lanciano una roadmap globale 2026-2035 per contrastare preeclampsia ed eclampsia, rafforzando ricerca, diagnosi, accesso ai medicinali, assistenza clinica e sistemi sanitari.
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