Malattie croniche: Federfarma-Fofi, i nuovi farmaci arrivino sul territorio

Farmaci | Redazione DottNet | 22/06/2020 21:20

Marco Cossolo, presidente di Federfarma e Andrea Mandelli, presidente della Fofi, hanno ribadito la necessità di consolidare la Dpc sul territorio

In seguito alla decisione di Aifa di autorizzare i medici di medicina generale alla prescrizione dei nuovi anticoagulanti oraliMarco Cossolo, presidente di Federfarma e Andrea Mandelli, presidente della Fofi, hanno ribadito la necessità di portare sul territorio i farmaci di nuova generazione per la cura delle malattie croniche.

“La nostra idea di farmacia, rafforza sempre di più la convinzione che il paziente anzi, la persona, deve essere sempre di più ‘al centro’, il che vuol dire agevolarlo nella sua gestione della malattia cronica – spiega il presidente di Federfarma – facendo sì che si senta supportato dal farmacista e dalla sua professionalità”.

“Il rientro in farmacia di tutti i farmaci – continua Cossolo – è un obiettivo prioritario di Federfarma, perché la farmacia non può vivere, nè professionalmente, nè economicamente, senza farmaci così come il paziente non può sostenere i costi economici e sociali della diretta. Federfarma continuerà a battersi affinché la Dpc si consolidi e diventi una prassi in tutte le Regioni, forte anche della soddisfazione manifestata dai cittadini e dalla parte pubblica in questi mesi”.

“La decisione di Aifa – spiega Mandelli – è un passaggio fondamentale per far si’ che il paziente cronico venga preso in carico dall’assistenza territoriale, diminuendo il carico di lavoro dell’ospedale. Tuttavia l’inversione di tendenza per essere completa deve prevedere la distribuzione di questi farmaci attraverso le farmacie di comunita’”.

“Da tempo – conclude il presidente della Fofi – la spesa farmaceutica territoriale è sotto controllo e ben inferiore al tetto programmato, ed è venuto il momento di investire questo risparmio nel trasferimento dell’innovazione farmacologica sul territorio a tutto vantaggio del paziente, come sottolineato recentemente anche da Cittadinanzattiva”.

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