
L'inchiesta è partita da Genova dove le Fiamme Gialle hanno scoperto un danno di 20 milioni di euro
E' solo il primo tassello di quello che sembra essere un filone nazionale. In ballo ancora una volta le indennità orarie aggiuntive destinate ai medici di guardia medica. La prima tranche di una vasta inchiesta è partita da Genova, dove la guardia di finanza ha scoperto un danno erariale da 20 milioni di euro alle Asl liguri per indennità non dovute. Gli accertamenti, svolti dal Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Genova, hanno evidenziato una distribuzione a pioggia delle risorse finanziarie disponibili che sono state erogate ai medici in assenza di progetti ovvero in relazione a mansioni ordinarie.
Nell'indagine sono coinvolti oltre 100 tra direttori generali, dirigenti amministrativi e revisori delle Asl liguri, secondo quanto emerge dalle ispezioni effettuate dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Genova, guidati dal colonnello Maurizio Cintura. Sono, invece, oltre 800 i sanitari che hanno beneficiato dell'erogazione e che però non hanno alcuna responsabilità.
L'Accordo collettivo nazionale e gli Accordi integrativi regionali, invece, prevedono l'erogazione di una indennità aggiuntiva solo per specifiche attività progettuali e per lo svolgimento di attività aggiuntive a quelle normalmente svolte nonché la relativa rendicontazione ed il raggiungimento di obiettivi prefissati, per il miglioramento del servizio sanitario. All'esito degli accertamenti amministrativi, che hanno riguardato il periodo 2009-2019 tutte le Asl e, per la sola Asl 3, quello 2007-2017, la spesa sostenuta dalle aziende sanitarie della Liguria, pari a circa venti milioni di euro, è stata segnalata quale danno erariale alla Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti della Liguria.
Un caltro caso simile si era verificato a gennaio, quando a circa 250 medici dell'Azienda sanitaria di Matera (Asm) fu chiesto di restituire le indennità per le reperibilità garantite anche nei giorni feriali nel corso degli ultimi dieci anni, pari a quasi un milione di euro: la media di 4 mila euro a testa. Nei loro confronti era stata avviata un'azione di recupero da parte dell'Asm con lettere di messa in mora a firma dell'ex direttore generale Joseph Polimeni.
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