
Via libera dall'Aifa ad altri tre studi clinici: il totale in Italia sale a 38
Continua in tutto il mondo la ricerca di nuove potenziali armi per ampliare l'armamentario dei medici contro Covid-19. Mentre in Italia, con l'approvazione degli ultimi tre, salgono a 38 gli studi clinici avviati, una buona notizia arriva dagli Stati Uniti, dove sono stati individuati 21 farmaci esistenti che hanno dimostrato di poter bloccare la replicazione di Sars-CoV-2. Questo il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista Nature e condotto attraverso un maxi screening su 12.000 molecole. Il Remdesivir, attuale trattamento standard di cura per Covid-19, "ha dimostrato con successo di abbreviare i tempi di recupero per i pazienti in ospedale, ma il farmaco non funziona per tutti coloro che lo ricevono", afferma Sumit Chanda, professore presso lo Sanford Burnham Prebys Medical Discovery Institute di La Jolla (California) e autore senior del nuovo studio.
Il team di ricerca internazionale ha condotto test approfonditi, compresa la valutazione di biopsie polmonari infettate dal virus, attingendo a una delle più grandi banche dati sui farmaci (ReFRAME).
In Italia, dove la pandemia è ora sotto controllo, proseguono intanto i trial avviati e tre sono stati di recente autorizzati dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e dal Comitato Etico unico nazionale. Il primo è uno studio di fase II sull'efficacia e la sicurezza di Acalabrutinib, un inibitore della tirosin chinasi di Bruton (BTK), in aggiunta alle migliori terapie di supporto. Il secondo è uno studio multicentrico di fase II per il trattamento con Interferone-β-1a che vede come promotore l'Irccs Ospedale San Raffaele di Milano. Il terzo è uno studio di fase II/III, che valuta l'efficacia e la sicurezza di ABX464, una molecola ancora in sperimentazione e i cui dati in vitro indicano un possibile duplice effetto antivirale e di riduzione della risposta infiammatoria.
Approvata la rimborsabilità di quattro nuovi medicinali, oltre a nuove indicazioni e farmaci equivalenti. Rafforzata l’offerta terapeutica in ambiti ad alta complessità
Il decreto approvato dal Senato interviene sugli acquisti dei farmaci senza concorrenza e accelera sulla telemedicina. Ma tra accesso e gestione della terapia resta uno scarto
Avis richiama l’attenzione sulla filiera del plasma: domanda in crescita e dipendenza dal mercato estero per una quota rilevante di farmaci salvavita.
Dalle tensioni internazionali alle ricadute sulla spesa pubblica, emergono segnali di pressione su supply chain, costi e capacità di erogazione dei servizi sanitari.
Il decreto approvato dal Senato interviene sugli acquisti dei farmaci senza concorrenza e accelera sulla telemedicina. Ma tra accesso e gestione della terapia resta uno scarto
Via libera nel Lazio agli inibitori Pcsk9 in farmacia. La scelta va nella direzione indicata dal sottosegretario Gemmato, ma riapre il tema dell’equità tra territori
Uno studio dell’Università di Padova individua nuovi meccanismi per farmaci più selettivi, puntando su un recettore “parente” degli oppioidi ma con funzioni proprie
Commenti