
Nursing Up, falliti i tentativi di mediazione al Ministero Lavoro
Gli infermieri in sciopero, il 2 novembre, per 24 ore. Ad annunciarlo è il presidente del sindacato degli infermieri italiani, Nursing up, Antonio De Palma a seguito del "fallimento dei tentativi di conciliazione, presso il Ministero del Lavoro", tenutosi ieri. Rinnovo del contratto, aumento in busta paga, valorizzazione della professione in prima linea contro il Covid, riconoscimento dell'indennità professionale per il rischio infettivo, adeguamento delle dotazioni di organico: questi alcuni dei punti della vertenza. "A fronte dell'indifferenza registrata" rispetto a queste istanze "siamo costretti a proclamare 24 ore di sciopero degli infermieri operanti nelle Asl e nelle aziende ospedaliere", afferma De Palma che invita anche "il personale sanitario non medico, afferente al comparto della sanità" a unirsi.
L'ultima presa di posizione dell'amministrazione Trump contro lo Iarc è solo l’ultima frattura tra due mondi sempre più lontani. Ora anche nelle politiche sanitarie.
Segreterie e collaboratori degli studi MMG temono gli effetti lavorativi della riforma territoriale.
Il sindacato critica l’accordo Italia-India: “Nessun reclutamento estero fermerà la crisi se il SSN continua a perdere infermieri italiani”.
Firmata una dichiarazione d’intenti tra Italia e India per facilitare l’arrivo di infermieri indiani nel SSN italiano.
Dal forum delle Regioni il ministro rivendica i risultati del PNRR e invita i medici a contribuire allo sviluppo della rete territoriale.
Secondo i dati UNAIDS gli aiuti globali allo sviluppo sono diminuiti del 23% nel 2025. A rischio i risultati ottenuti nella lotta all'Hiv e l'obiettivo di porre fine all'Aids entro il 2030.
Dopo le polemiche seguite al rinvio di oltre cento interventi chirurgici nell’Asl Toscana Centro, il presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze richiama alla collaborazione tra professioni sanitarie e invita a individuare le responsabilità attraver
Il progetto internazionale PaRIS coinvolge oltre 100 mila cittadini in 19 Paesi e introduce una domanda ineludibile in sanità: come stanno davvero le persone dopo le cure ricevute?
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