Screening sierologico in farmacia: grande successo

Farmacia | Redazione DottNet | 19/10/2020 18:48

Mandelli (Fofi): “Esperienze regionali confermano importanza di farmacisti e farmacie”

“È stata immediata e positiva la risposta dei cittadini alla chiamata per lo screening su base volontaria con i test sierologici rapidi in farmacia per la ricerca degli anticorpi anti SARS-CoV-2. Il test, effettuato su campioni di sangue capillare (pungidito), permette di identificare se le persone sono entrate in contatto con il virus e sono asintomatiche e conseguentemente di impedire la nascita di focolai di COVID-19. Ad oggi – spiega federfarma – sono circa 800 le farmacie che hanno aderito alla campagna in Emilia-Romagna e tutte hanno immediatamente registrato un altissimo numero di prenotazioni”.  Ad oggi, lo screening sierologico gratuito in farmacia si rivolge a un target molto preciso: alunni/studenti (0-18 anni e maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore) e loro conviventi, ma anche studenti universitari col medico curante in Regione. L’esecuzione del test sierologico rapido deve avvenire previo appuntamento. Il test viene effettuato con un autoprelievo (pungidito) e i risultati sono disponibili nell’arco di appena 15 minuti. In caso di positività al test, il cittadino viene contattato dai Dipartimenti di Sanità Pubblica aziendali per eseguire il tampone nasofaringeo che potrà rilevare l’eventuale presenza del virus. Ciò consente di individuare le persone che hanno contratto il virus e sono asintomatiche e conseguentemente di impedire la nascita di focolai di COVID-19.

“Ritengo che le esperienze di Lazio ed Emilia Romagna testimonino molto chiaramente quanto il coinvolgimento di farmacisti e farmacie sia centrale quando si tratta di garantire prestazioni in tempi rapidi e in sicurezza a una vasta fascia della popolazione, a maggior ragione in una fase quantomeno complessa come quella attuale”. Andrea Mandelli, presidente della FOFI, commenta il successo incontrato dall’esecuzione in farmacia dei test sierologici per la ricerca degli anticorpi al SARS-CoV-2, messa in atto in Emilia Romagna, e della distribuzione dei vaccini antinfluenzali in farmacia adottata dalla Regione Lazio.
 
“A fronte del successo di queste iniziative, e della volontà espressa dalle Regioni di voler generalizzare il ricorso all’attività di screening, non è comprensibile l’atteggiamento del Governo. Infatti alla nostra proposta di coinvolgere i farmacisti nella campagna vaccinale e nelle attività di monitoraggio dei contagi ancora non è stata data una risposta. Eppure è evidente che oggi, con la forte ripresa della circolazione del Coronavirus, è indispensabile mettere a sistema tutte le risorse del territorio ed evitare il più possibile l’intasamento delle strutture di secondo livello. In tutta Europa da tempo si fa leva sulla capillarità delle farmacie per ottimizzare i risultati, per esempio, delle campagne vaccinali e il paese rischia di pagare a caro prezzo i ritardi a procedere in questa direzione”.

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