
Individuato un nuovo approccio vaccinale che si basa sulle cellule immunitarie del paziente
Si fa sempre più vicina la possibilità di poter realizzare un vaccino contro l'Hiv, il virus che causa l'Aids. Gli studiosi dello Scripps Research Institute hanno infatti individuato un nuovo approccio vaccinale che si basa sulle cellule immunitarie del paziente che vengono geneticamente modificate. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications, è stato condotto sui topi e ha portato a indurre con successo alcuni anticorpi neutralizzanti che possono prevenire l'infezione da Hiv. Queste cellule, ingegnerizzate, dopo essere state reintrodotte nel corpo, possono moltiplicarsi a seguito della vaccinazione e diventare "cellule di memoria" che producono nel corpo alti livelli di anticorpi protettivi per lunghi periodi di tempo. Il team ha anche dimostrato che i geni ingegnerizzati possono essere migliorati per produrre anticorpi ancora più efficaci contro il virus, utilizzando un processo che normalmente si verifica nelle cellule B che rispondono all'immunizzazione.
fonte: Nature Communications
Allarme su adolescenti e gravidanza: richiami non completati e immunizzazione materna ancora poco diffusa. In Europa tornano a crescere pertosse e morbillo
Secondo Vaccines Europe il 41% dei vaccini in pipeline è destinato a malattie senza protezione. Farmindustria richiama il ruolo della prevenzione come investimento per il SSN
Ocse: il Long Covid continuerà a pesare su sanità ed economia fino al 2035. Effetti su produttività, lavoro e domanda assistenziale.
Una panoramica generale delle sfide e dell'impegno del Ministero della salute. Diegnare la nuova sanità tra necessità emergenti e vincoli di spesa.
Dopo il cluster registrato su una nave da crociera, l’Organizzazione mondiale della sanità richiama il tema della sorveglianza epidemiologica e dei cambiamenti ambientali
La Società italiana d’Igiene chiede un intervento urgente per garantire continuità ai sistemi di monitoraggio epidemiologico, dalle arbovirosi al morbillo
Dalla prevenzione globale ai casi importati nel nostro Paese: in 25 anni evitati miliardi di contagi, ma lo stallo preoccupa l’Oms. Iss: ogni anno 700-800 casi in Italia, tutti d’importazione
Colpisce all’improvviso, può evolvere in poche ore e anche nei bambini in apparenza più sani. In occasione della Giornata mondiale, i pediatri di famiglia rilanciano l’importanza della prevenzione vaccinale
Commenti